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30 dicembre 2019

Cultura, eventi, spettacoli e sport

A Lamezia celebrazioni per i 60 anni dello scoutismo in città. Ospite d’eccezione il regista Carlo Carlei


“Mi sento come in famiglia dove ho passato i momenti più belli da 6 fino a 18 anni. E’ stata l’esperienza che più di tutte mi ha segnato perché gli Scout rappresentano questo. Vale a dire, formano, educano a interessarsi a ciò che ci circonda e agli altri, aiutano ad una sana crescita umana, sociale e culturale”.

Così, il regista lametino Carlo Carlei ospite d’eccezione all’iniziativa dedicata ai 60 anni di scoutismo a Lamezia Terme che si svolge fino al 29 dicembre all’interno del Chiostro San Domenico.
Una tre giorni di incontri, con annessa mostra fotografica (che ripercorre la storia degli Scout a Lamezia) e momenti di intenso significato grazie alla partecipazione di tanti giovani lupetti, esploratori e Scout di “vecchia” militanza. Molta curiosità, dunque, all’esordio di un’iniziativa che non vuole essere solo celebrativa ma di proseguimento di un percorso tracciato nel tempo. Interesse accresciuto dalla presenza di Carlei che insieme a tante persone che a Lamezia hanno fatto la storia dello scoutismo – da Bruno Porcelli a Totò Calindri passando per don Vittorio Dattilo, il ricordo commosso di don Saverio Gatti e tanti altri – ha dialogato con un pubblico attento e interessato. Molte le domande dei giovani al noto regista che ha risposto su come è nata la passione per il cinema, ricordando le scenette che “inventava” durante i campi estivi o invernali; e poi ancora l’amore per la natura, l’arte e la voglia di mettersi in gioco e di interessarsi a tutto.

“Perché – ha affermato Carlei – un regista oltre alle tecniche cinematografiche, all’estro e alla fantasia, deve conoscere la storia dell’arte, la musica, le scienze e per questo ci vuole impegno e tanto tanto studio. Al di là se si opta poi per la strada dello spettacolo, questo vale per chi vuol fare il medico, l’avvocato, piuttosto che l’insegnante e via discorrendo. Bisogna applicarsi e studiare, perché fra gli insegnamenti dello scoutismo ci sono senza dubbio la meritocrazia e la voglia di mettersi continuamente alla prova e questo può avvenire solo con costanza e impegno quotidiani. Direi che questi sono i principi che mi hanno sempre guidato e per questo posso tranquillamente affermare che si è Scout per tutta la vita”.
Un incontro davvero singolare che ha permesso a tanti giovani di conoscere e dialogare con uno dei personaggi più importanti di Lamezia.


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