Ibrahim Metwaly, uno degli avvocati della famiglia di Giulio Regeni
28 settembre 2017
Ibrahim Metwaly, uno degli avvocati della famiglia di Giulio Regeni

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Appello di Amnesty International: «Ibrahim Metwaly dev’essere rilasciato!»


Ibrahim Metwaly, 52 anni, avvocato per i diritti umani e co-fondatore del gruppo delle «Famiglie degli scomparsi in Egitto», è stato fermato il 10 settembre mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto a Ginevra, invitato dal Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate e involontarie a parlare delle sparizioni in Egitto.

Dopo che le forze di sicurezza lo hanno trattenuto per due giorni in incommunicado, la Procura per la sicurezza dello stato ha imposto 15 giorni di detenzione, per lo svolgimento delle indagini relative alle accuse di fondazione e direzione di un gruppo illegale (ossia le «Famiglie degli scomparsi in Egitto»), cospirazione con soggetti stranieri per danneggiare la sicurezza nazionale e pubblicazione di notizie false.

Il 10 settembre, Metwaly avrebbe dovuto prendere il volo per Ginevra delle 9.45. Arrivato in aeroporto alle 9.05, è stato avvicinato da un uomo che si è qualificato come funzionario della compagnia aerea EgyptAir. Questi ha portato Metwaly in una zona dell’aeroporto dove si trovavano le forze di sicurezza pronte ad arrestarlo.

Dopo due giorni di detenzione in un luogo non noto, Metwaly è riapparso il 12 settembre di fronte al procuratore generale per la sicurezza dello stato. In seguito, la polizia ha fatto irruzione nel suo appartamento di Kafr el-Sheikh mettendolo a soqquadro.

Tra le prove a carico di Metwaly c’è la lettera d’invito del Gruppo di lavoro sulle sparizioni forzate e involontarie. Amnesty International ritiene che le accuse nei suoi confronti siano del tutto infondate e costituiscano una rappresaglia nei suoi confronti per aver esercitato i suoi diritti alla libertà di espressione e associazione.

Questa è la seconda volta che le autorità egiziane prendono di mira un esponente delle «Famiglie degli scomparsi in Egitto»: il 20 maggio era stata arrestata l’altra fondatrice del gruppo, Hanan Badr el-Din.

Secondo la Commissione egiziana per i diritti e le libertà, un’associazione locale per i diritti umani, da gennaio ad agosto 2017 almeno 165 persone sono scomparse per mano delle forze di sicurezza.

Per firmare l’appello: https://www.amnesty.it/appelli/lavvocato-diritti-umani-ibrahim-metwaly-devessere-rilasciato/?utm_source=DEM&utm_medium=Email&utm_campaign=DEM4317


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