aprile
1 aprile 2019

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Aprile: curiosità, proverbi calabresi e l’usanza del «pesce d’aprile» nel mese più dolce dell’anno


Aprile, dolce dormire è il più noto dei proverbi che riguardano il quarto mese dell’anno, periodo di cambio stagione e dell’arrivo dei primi caldi che generalmente portano un senso di spossatezza e stanchezza che induce al sonno e al riposo.
Aprile, secondo mese della primavera nell’emisfero boreale e dell’autunno nell’emisfero australe, conta 30 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile. Il suo nome probabilmente deriva dall’etrusco Apro, che a sua volta deriva dal greco Afrodite, dea dell’amore, a cui era dedicato il mese di aprile.
Secondo altre teorie, il nome deriva invece dal latino aperire (aprire) per indicare il mese in cui si schiudono piante e fiori.

Il mese di aprile inizia con il cosiddetto pesce d’aprile che indica una tradizione, seguita in diversi paesi del mondo, di realizzazione di scherzi bonari di varia natura da mettere in atto proprio il 1º aprile e burlarsi così delle “vittime” di tali scherzi.
La tradizione ha caratteristiche simili a quelle di alcune festività quali l’Hilaria dell’antica Roma, celebrata il 25 marzo, e l’Holi induista, entrambe ricorrenze legate all’equinozio di primavera.

Le origini del pesce d’aprile non sono note, anche se sono state proposte diverse teorie. Una racconta che il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, avrebbe liberato miracolosamente un papa soffocato in gola da una spina di pesce e per gratitudine il pontefice avrebbe decretato che ad Aquileia, il primo aprile, non si mangiasse pesce.

Un’altra teoria colloca la nascita della tradizione nella Francia del XVI secolo. Prima dell’adozione del Calendario Gregoriano nel 1582, in Europa era usanza celebrare il Capodanno tra il 25 marzo e il 1º aprile, occasione in cui venivano scambiati regali. La riforma spostò la festività indietro al 1º gennaio, motivo per cui sembra sia nata la tradizione di consegnare dei pacchi vuoti il 1º di aprile, tradizione a cui venne dato il nome di poisson d’Avril, per l’appunto pesce d’aprile.
C’è anche l’ipotesi che l’origine del pesce d’aprile risalga all’età classica per similitudini con il mito di Proserpina, che dopo essere stata rapita da Plutone viene cercata invano dalla madre, ingannata da una ninfa, sia nella festa pagana dei Veneralia, in cui si facevano scherzi.
Le origini del nome pesce di Aprile sta ad indicare la vittima che riceve lo scherzo, come un essere fuori luogo e sciocco, che praticamente non esiste, in relazione al fatto che ad aprile il Sole abbandona la costellazione dei Pesci ed entra in quella dell’Ariete.

Al mese di aprile, dal clima instabile e variabile, anche in Calabria appartengono molti detti popolari legati alle condizioni meteo:
Si chiovi lli quattru aprilanti, chiovi jiuarni quaranta, cioè se piove il 4 aprile pioverà per i quaranta giorni successivi. Così recita un antico proverbio calabrese, diffuso e conosciuto con qualche variante anche nel resto della penisola.
‘U friddu d’aprili,’nta l’aria si vidi (Il freddo d’aprile si sente nell’aria).
Ad aprili ogni coccio nu varile (Ad aprile ogni goccia di pioggia riempe un barile).
Marzu faci i jiuri e aprili ‘ndavi a ‘nuri (Marzo dà inizio alla fioritura, aprile se ne prende il merito).
Stìpati ligna ppe aprile e pane ppe maggiu (Mettete da parte legna per aprile e pane per maggio).
Ad aprile non ti scopriri, a maggiu cumu ti pari, a giugnu iettali ‘nto focu (Ad aprile non ti scoprire, a maggio come ti pare, a giugno butta i vestiti nel fuoco).
Marzu stingi, aprili dipingi (Marzo scolorisce, aprile dipinge).
Ad aprili cumu soli jiri, a maggiu comu ti pari, a giugnu ietta ‘i furmi (Ad aprile vestiti come di solito, a maggio come ti pare, a giugno butta via i vestiti).

Il termine proverbio proviene dal latino proverbium, da verbum, cioè parola, che contiene quasi sempre un vero e proprio insegnamento tratto dall’esperienza e frutto della saggezza popolare. Ai tempi in cui la sopravvivenza umana dipendeva completamente dai capricci atmosferici, la meteorologia era molto importante e proveniva semplicemente dall’osservazione dei fenomeni per lunghi periodi e poi si traeva un calcolo delle probabilità che questo si ripetesse, senza strumenti scientifici.
E’ per questo che molti proverbi hanno una diffusione universale e si presentano spesso in modi piuttosto simili tra popoli diversi, costruiti sottoforma di metafora o in rima in modo da rafforzarne la memoria.
Annamaria Persico


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