arcangeli
27 settembre 2019

Storia, miti, leggende e tradizioni

Arcangeli tra mito, storia e leggenda. Il culto di San Michele, patrono della Polizia usurpato dalla ‘ndrangheta


Il 29 settembre la chiesa cattolica celebra gli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, festa antichissima e molto diffusa in tutte le regioni mediterranee.
Gabriele, il cui nome significa “Dio è forte”, è l’inviato di Dio, il suo messaggero, è l’angelo delle annunciazioni. Raffigurato con una pergamena, uno scettro o più spesso con un giglio in mano, Gabriele manifestò a Daniele i segreti del Signore, a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista, alla Vergine Maria la nascita di Gesù e infine rivelò il Corano a Maometto, motivo per cui è importante anche per i musulmani.

Raffaele, il cui nome significa “medicina di Dio” o “Dio guarisce”, appare per la prima volta in forma umana nell’episodio biblico di Tobia. Rappresentato in abito da pellegrino, con un bastone un pesce, è l’angelo custode per eccellenza poiché accompagna il giovane in un lungo viaggio durante il quale salva Sarra, posseduta dal demonio, che diverrà poi la sposa di Tobia, e il padre del giovane affetto da cecità.

Michele, il cui nome deriva dall’espressione ebraica Mi-ka-El che significa chi è come Dio, il principe delle milizie celesti. Figura radiosa ed eroica, da sempre riconosciuto come colui che combatte il Male, Michele discende, secondo alcuni studiosi, dai culti pagani che si svolgevano nell’equinozio autunnale: il babilonese Marduk, poi trasposto in Mitra, dio Sole, analogo al greco Hermes, Mercurio per i latini.

Agli albori del Cristianesimo, dall’oriente bizantino il culto dell’Arcangelo si diffuse e si sviluppò nelle regioni mediterranee in particolare in Italia. In particolare l’imperatore Costantino, a partire dal 313 d.C., tributa particolare devozione all’arcangelo con la costruzione a Costantinopoli di un’imponente basilica.

Riconosciuto da tutte le religioni, da allora l’arcangelo Michele è rappresentato quasi sempre come guerriero, assurge a massimo simbolo di difensore della fede cristiana e comandante delle milizie celesti per averla difesa contro le orde di Satana, dapprima accanto a Lucifero, da quale poi si separa quando questi, ribellandosi a Dio con le sue schiere precipita negli Inferi.

Possiamo affermare senz’altro che il culto di San Michele, impropriamente ma tradizionalmente equiparato a quello di un santo, ha attraversando anche fisicamente e geograficamente tutto il mondo occidentale con la cosiddetta Linea sacra dell’Angelo, o anche Strada dell’Angelo, una linea retta perfetta e inspiegabile, un tracciato fisico e ideale dei luoghi noti per le sue apparizioni, dove poi sono sorti imponenti santuari.

La linea comincia in Irlanda, su un’isola deserta, dove l’Arcangelo Michele sarebbe apparso a San Patrizio, passa poi in Inghilterra, a St. Michael’s Mount, un isolotto della Cornovaglia dove San Michele avrebbe parlato a un gruppo di pescatori. Prosegue poi in Francia a Mont Saint Michel, in Italia in Piemonte, Val di Susa, in Puglia, con la Sacra di San Michele nel Gargano, in Grecia, sull’isola di Symi, per finire in Israele al Monastero del Monte Carmelo.

Leggenda vuole che la linea sia stata tracciata dalla spada di San Michele nel corso della sua battaglia contro Satana.

L’arcangelo Michele in Italia è protettore della Polizia di Stato e il suo culto è diffuso in innumerevoli città e paesi. In Calabria San Michele è patrono di Albidona, Benestare, Cinquefrondi, Piscopio, Platania, Rombiolo, Sangineto, Scigliano, San Nicola dell’Alto, Santa Maria del Cedro, Malvito, Isca Marina, paesi in cui tutti gli anni il 29 settembre si svolgono festeggiamenti e riti religiosi imponenti.

Anticamente statue ed effigi di San Michele erano messe in alto e sulle mura esterne dei paesi, come simbolo perenne della sua protezione. Un fatto curioso sul culto di San Michele in Calabria è che la sua figura pare sia presente nei rituali di ‘ndrangheta, quando durante l’iniziazione dei picciotti viene bruciato il suo santino e pronunciata una formula particolare.

Il principe della luce San Michele è protettore delle forze dell’ordine e quindi della legalità, ma anche oggetto di culto sconsiderato e direi quasi blasfemo da parte di alcuni, tentativo di appropriazione di simboli positivi a proprio uso e consumo. E l’eterna lotta del Bene contro il Male continua, sotto il segno di San Michele.
Annamaria Persico


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