Il premier Matteo Renzi alla cerimonia di abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria Mormanno Nord
sulla Sa-Rc
16 marzo 2016
Il premier Matteo Renzi alla cerimonia di abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria Mormanno Nord sulla Sa-Rc

Società

Autostrada Sa-Rc. La data del 22 dicembre registrerà l’ennesima beffa


A distanza di una settimana dalla visita di Matteo Renzi al cantiere della A3, e al di là dei relativi ma inopportuni attestati di entusiasmo circa i supposti segnali di attenzione rivolti alla Calabria, ciò che bruscamente si evince è che l’autostrada Salerno-Reggio Calabria non sarà mai più completata!

La data del 22 dicembre, indicata dal Presidente del Consiglio come termine dei cinquantennali lavori, registrerà dunque l’ennesima beffa.

Si può discutere sull’argomento utilizzando il classico peloso politichese, ma poi è sul territorio e nelle comunità che restano i fatti, soltanto i fatti; e questi ci dicono, senza gli artifici linguistici atti ad infinocchiare l’opinione pubblica, che tratti importanti dell’autostrada calabrese non saranno mai più ammodernati. Davvero una pessima notizia per il nostro territorio. Nello specifico si tratta di ben 58 chilometri di tracciato che saranno semplicemente e banalmente oggetto di restyling: Morano-Firmo, Cosenza-Altilia, Pizzo-Sant’Onofrio.

Dunque, per tali tratti, il progetto di ammodernamento è stato definitivamente cancellato e sostituito da un più economico piano di manutenzione che occuperà i prossimi cinque anni. Per essere ancora più chiari, tutto ciò significa che l’A3 – nei sopra menzionati tratti – non sarà più ricostruita secondo lo standard autostradale già previsto: non ci sarà alcun ampliamento di carreggiata, né la corsia di emergenza, né saranno migliorate le pendenze, né i raggi di curvatura. Si realizzeranno soltanto delle migliorie all’asfalto, alle barriere metalliche e alla segnaletica.

Un vero peccato. Anzi, una vergogna! Anche perché quei tratti necessitavano davvero di un intervento radicale, ed anche perché l’autostrada calabrese alla fin fine risulterà disomogenea, se proprio non si vuole ammettere che resterà incompiuta, con ciò prolungando un’attesa che dura da mezzo secolo.

Siamo consapevoli delle stringenti ragioni imposte dal risparmio pubblico e comprendiamo persino le difficoltà di intervenire su un’infrastruttura progettata male ab origine, giacché l’infelice tracciato scelto lungo la direttrice tirrenica è risultato essere orograficamente assai disagevole oltre che forzato e dispendioso sotto il profilo della manutenzione. Ma ciò non sia l’alibi per lasciare che il destino della Calabria resti più oltre in questa tagliola; gli errori di visione del passato servano quanto meno per correggere il tiro rispetto alla programmazione attuale: se purtroppo l’autostrada calabrese è ormai quella che conosciamo, la soluzione più acconcia per le infrastrutture che verranno, e segnatamente l’Alta velocità ferroviaria, è senz’altro la direttrice jonica.

Il nostro Movimento ha già avanzato tale proposta agli organi competenti e dunque sarebbe il caso che la politica regionale ragionasse concretamente sulla «prospettiva jonica» assieme ai Ministeri competenti, proponendo questa rivoluzione strategica, questa nuova e lungimirante visione che conduce oltre lo schema politico e mentale consolidato e perciò ritenuto intoccabile. Alternativa a cui la politica non aveva finora pensato, ma che è perfettamente rispondente a criteri di logica, efficienza, efficacia, risparmio, razionalità.

Movimento Civico Indipendente «Catanzaronelcuore»


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