Sebastiano Barbanti
21 giugno 2017
Sebastiano Barbanti

News Calabria

Barbanti interviene sulla convocazione dell’assemblea di Sacal


Apprendo dalla stampa che nell’assemblea di Sacal convocata per venerdì 23 giugno si sta predisponendo affinché i rappresentanti della parte pubblica votino a maggioranza un affidamento al presidente del Consiglio di amministrazione di poteri straordinari. Vorrebbe dire consentire al presidente di operare senza tener conto del nuovo assetto del Consiglio di amministrazione, che ha come vicepresidente Adele Caruso.

Auspico che il presidente Oliverio, che, alla nomina ha espresso apprezzamenti per l’intero nuovo consiglio di amministrazione, per l’unanimità delle decisioni e per i privati che avevano deciso di investire importanti risorse della famiglia in Sacal, non promuova o favorisca forzature. Un’altra via è possibile.

E’ la via che evita lo scontro e che porta ad una gestione equilibrata e coordinata del consiglio di amministrazione eletto l’11 maggio 2017.

E’ la via che deve stabilire un nuovo metodo di gestione che parta dal progetto per un’azienda unica che ha consentito a Sacal di diventare il gestore unico dei tre aeroporti calabresi,che ancora non è noto e che, giustamente, le organizzazioni sindacali continuano a richiedere.

E’ la via che porta al riconoscimento e non alla sopraffazione della parte privata che nel consiglio di amministrazione è rappresentato da due componenti che hanno rilevato quote importanti inoptate dagli enti pubblici.

Questi imprenditori, ai quali non si può di certo addossare alcuna responsabilità per le gestioni precedenti, hanno votato con convinzione il presidente indicato ed oggi sono disponibili ad una collaborazione nell’interesse di Sacal perché, come noi, vedono nello sviluppo del nostro aeroporto un volano per lo sviluppo di Lamezia, del Lametino e della Calabria intera e perché, giustamente, difendono il loro capitale.

Si badi, con questo non intendo prendere le parti dei soci privati né sminuire la figura del presidente, bensì intendo porre l’attenzione su un modello, quello appunto misto pubblico/privato, che trova la sua ragion d’essere proprio nella misura in cui i poteri vengono bilanciati tra le parti che, a loro modo, perseguono i loro obiettivi: il privato di veder remunerato il capitale investito e quindi rendere efficiente e sostenibile la gestione, il pubblico di veder compiuta la missione di servizio pubblico e bene comune.

E’ possibile la ricerca di una via nuova che, attraverso la convergenza su un piano industriale, impegni l’intero consiglio di amministrazione verso le migliori soluzioni riguardo primariamente i lavoratori dipendenti, riguardo la necessità che si aggraverà con l’intensificarsidella richiesta di trasporti aerei nella stagione estiva,con la necessità che i due aeroporti di Crotone e di Reggio Calabria assumano il ruolo possibile ed utile alla Regione senza ledere gli interessi complessivi di Sacal.

Un atteggiamento di contrasto, di scontro, dopo la convergenza da parte di tutti sulla indicazione fatte dal presidente della Regione sul presidente e sulla vicepresidente, potrebbe essere a Lamezia e nel Lametino interpretata come la volontà di deviare interesse e risorse.

A Lamezia è ancora troppo vicino e troppo presente un periodo di gestione della Sacal nel quale gli interessi della Città sono stati sopraffatti e gli interessi dello stesso aeroporto sono stati mal gestiti tanto che a fronte di un continuo, progressivo incremento di passeggeri e voli si è dovuto registrare, per diversi anni, deficit di bilancio, mai giustificati.

Mettere a repentaglio la Sacal, e quindi l’aeroporto di Lamezia, significa arrecare un danno a tutta Calabria, cittadini ed imprenditori, poiché significa rischiare di perdere l’aeroporto che rappresenta il sistema di trasporto aereo regionale.

Oggi la situazione economica di Sacal non è florida e v’è bisogno della collaborazione di tutti per invertire il trend, di tutti i componenti il Consiglio di amministrazione appena nominato ed anche dei sindacati e dei lavoratori, chegià contestano procedimenti di selezione del personale.

Auspico anche che il sindaco di Lamezia Terme che ora, con il 20,7 per cento delle quote azionarie di Sacal ha un ruolo determinante per la maggioranza della parte pubblica, non assecondi la richiesta diuna gestione accentrata ed, invece, rivendichi una gestione in nome della capacità industriale di portare avanti i progetti.

Il sindaco di Lamezia, anche in questo momento di difficoltà per la sua amministrazione, ha la responsabilità con il suo voto di vagliare una simile decisione che, nell’interesse della Città, va superata, anche per non trovarsi nell’imbarazzo di entrare in contrasto con Manlio Guadagnuolo, nominato nel Consiglio di amministrazione di Sacal e rappresentante del Comune di Lamezia Terme, che ha sostenuto che «i soci privati non sono dei bancomat».
Sebastiano Barbanti
Deputato PD


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