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29 maggio 2020

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CARTOLINE di Daniela Grandinetti: «L’amore è il cuore di tutte le cose… »


Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, è il titolo di un racconto di Raimond Carver. Lo prendo in prestito per iniziare questa “cartolina” a uno degli intellettuali del Novecento che ho amato di più, talmente tanto che per un paio di anni mi sono avvicinata allo studio della lingua russa perché mi ero messa in testa di leggerlo in lingua originale.
L’amore è il cuore di tutte le cose, è il carteggio tra Majakoskij e Lili Brik: quindici anni di lettere tra il 1915 e il 1930
Vladimir Majakovskij e Lili Brik si conoscono nel 1915: si innamorano, ma lei è sposata al suo Osip e non cade nella tentazione di tradirlo. Majakoskij fu così “adottato” dai coniugi Brik e decisero di convivere in un appartamento con stanze separate, uniti da legami diversi, ma nutrendo affetto e stima nei confronti dell’altro. Osip divenne editore di Majakoskij e Lili, donna affascinante e libera, continuò a essere la sua musa ispiratrice.

Non un triangolo amoroso, come si potrebbe pensare, ma un sodalizio profondo tra due persone innamorate l’una dell’altra e un terzo che conosce il suo ruolo importante nella vita della donna.
Per quindici Vladimir e Lili anni si scambiarono lettere, telegrammi, biglietti, impregnati di un amore costante. Ci furono litigi e dolori, crisi e separazioni, nuovi amori e relazioni parallele sorrette da un patto: il giorno potevano dedicarlo alle nuove amicizie, ma la notte apparteneva a loro.

Dal 1923 il poeta attraversò numerose crisi depressive e l’inquietudine era accentuata dalla lontananza emotiva di Lili.
Poi il gigante inquieto decise di essere arrivato al capolinea, il 14 Aprile 1930 si spara al cuore. Aveva trentasette anni.
“Come si dice, / l’incidente è chiuso. / La barca dell’amore / s’è spezzata / contro il quotidiano. / La vita ed io / siamo pari. / Inutile elencare / offese, dolori, torti reciproci.” Voi che restate, siate felici.”
Queste le parole del suo congedo.
“A tutti. Se muoio, non incolpate nessuno. E, per favore, niente pettegolezzi”. La sua lettera dì addio.
In molti hanno provato ad analizzare quel gesto, avvolto per certi versi nel mistero, e se è vero che va inserito nel contesto politico-culturale dell’Unione Sovietica di quegli anni, è anche vero che c’è una lettera scritta qualche tempo prima proprio a Lili. L’anima bella e inquieta di un poeta d’avanguardia, eccentrico e solo, guarda all’amore così come aveva guardato alla rivoluzione, della quale era stato il cantore. In quel momento aveva una relazione con una giovane attrice, sposata anch’essa, la quale però comprese che non c’era posto (o almeno lo stesso posto) oltre a Lili Brik.

Risale al Febbraio del 1923 una tra le più belle lettere d’amore di Majakovskij:
Vladimir Majakovskij a Lili Brik – lettera/diario mai spedita
“Io ti amo, ti amo nonostante tutto e grazie a tutto, ti ho amato, ti amo e ti amerò, sia tu dura con me o gentile, mia o di un altro. Comunque, ti amerò. Amen. È ridicolo scrivere queste cose, le sai da sola.
Qui avrei voglia di scrivere moltissimo. Mi sono appositamente lasciato un giorno per pensare con precisione. Ma questa mattina ho come l’insopportabile sensazione che per te tutto questo sia inutile. Soltanto il desiderio di mettere ordine tra i miei pensieri mi ha spinto a buttar giù queste righe. È poco probabile che un giorno tu legga quello che è stato scritto in queste pagine. È bene, quindi, che ne convenga per tempo. È una pena che nei giorni in cui volevo essere forte per te, persino al mattino si sia fatta sentire questa infinita sofferenza. Se non avrò il più completo controllo su me stesso – non mi metterò più a scrivere.
Di nuovo parliamo del mio amore. Della famigerata attività. Per me nell’amore si esaurisce forse tutto? Tutto, solo in un altro modo. L’amore è la vita, è la cosa principale. Dall’amore di dispiegano i versi, e le azioni, e tutto il resto. L’amore è il cuore di tutte le cose. Se il cuore interrompe il suo lavoro, anche tutto il resto si atrofizza, diventa superfluo, inutile. Ma se funziona, non può non manifestarsi in ogni cosa. (Mosca,Febbraio 1923)

Il cuore, se funziona, non può non manifestarsi in ogni cosa.

Daniela Grandinetti


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