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18 giugno 2021

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Ciliegie di Calabria «le più belle d’Italia». La vera storia della ciliegia Ferrovia


Tra i frutti estivi più amati vi è indubbiamente la ciliegia, dal greco kérasos che poi ha originato il nostro cerasa, il portoghese cereja, lo spagnolo cereza, il francese cerise e l’inglesecherry.

La ciliegia, frutto dell’albero di origine asiatica già diffuso in Europa in epoca primitiva e coltivato dal IV secolo,  è una drupa ovoidale, tondeggiante o cuoriforme, di circa 1-2 cm di diametro o a forma di sfera leggermente allungata. La candida fioritura dei ciliegi avviene in primavera contemporaneamente alla comparsa delle foglie ed è un vero spettacolo della natura, che viene anche celebrato in alcuni paesi.

In Italia si coltivano numerose varietà: dalla Bigarreaux  alla Nero all’Anella nella zona di Vignola, in Emilia Romagna, e le famose Ferrovia, tipiche della Puglia e della Calabria, in particolare della zona dell’alto Ionio. Le ciliegie calabresi Dop e Igp e in particolare la Ciliegia di Roseto Capo Spulico spesso sono in vetta alla classifica della Ciliegia più bella d’Italia.

Le ciliegie Ferrovia hanno frutti grandi, dolci, succosissimi, veramente deliziosi e rappresentano una vera eccellenza delle produzioni agroalimentari calabresi.Ma perché queste ciliegie si chiamano così? La storia è questa, al confine tra la fantasia e la realtà: si narra che nei primi anni Trenta alla periferia di Sammichele, in provincia di Bari, nei pressi di un gabbiotto del più importante tracciato ferroviario della Puglia, dal nocciolo di una ciliegia nacque un piccolo alberello.

Il casellante, tale Giorgio Rocco, era anche un abile agricoltore e, incuriosito da questo strano evento, si prodigò a curare al meglio la pianta.

L’inverno del 1933-1934 fu però freddissimo e quando fu febbraio, nonostante le amorevoli cure, sembrò proprio che l’alberello non potesse sopportare la neve e il gelo.

Il casellante era rassegnato al peggio e invece in primavera il piccolo ciliegio sembrò rinvigorito, così anche l’anno successivo e nel 1935 arrivarono i primi frutti, più grandi del normale, succosi e dolci, dal peduncolo più duro e resistente degli altri.

Da allora gli agricoltori della zona si dedicarono molto a questa nuova e promettente varietà, che fu chiamata Ferrovia perché si propagò prevalentemente lungo i tracciati ferroviari, dando l’idea che il segreto di questa particolare ciliegia derivasse proprio dalla vicinanza con la strada ferrata.

Forse a rendere più forte il ciliegio fu proprio la neve che fece da protezione alla pianta, qualcuno ritenne anche che l’unicità dei prelibati frutti fosse da ricollegare all’azione fertilizzante della cenere sprigionata dalle vaporiere, altri pensavano che il motivo di quella robustezza poteva anche risiedere nel fatto che le ciliegie crescevano tranquille perché difficili da razziare, a causa della vicinanza dei binari.

Comunque sia andata, oggi la produzione della ciliegia Ferrovia è in continua espansione, costituisce un autentico fiore all’occhiello dell’intera raccolta cerasicola della Puglia, regione al primo posto assoluto nella produzione del delizioso frutto e, come abbiamo visto, si estende anche alla vicina Calabria, nella meravigliosa Roseto Capo Spulico.
Annamaria Persico

(Articolo del 12 giugno 2017) 


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