Raffaele Mazza, accanto all'opera donata al Museo
7 gennaio 2017
Raffaele Mazza, accanto all'opera donata al Museo

News Lamezia e lametino

Consegnata stamattina al Museo Diocesano di Lamezia l’opera di Raffaele Mazza «La Passione»


L’ulivo, la vite, il grano. Tre elementi della terra di Calabria, tre simboli che richiamano l’evento della Passione di Cristo, incastonati in un’opera che esalta il mistero della Passione redentrice del Figlio di Dio, la brutalità della crudeltà umana, la sofferenza e l’amore che si dona fino alla fine.

Queste alcune delle caratteristiche dell’opera realizzata dall’artista Raffaele Mazza consegnata questa mattina al Museo Diocesano di Lamezia Terme, alla presenza del vescovo di Lamezia Terme Luigi Cantafora e del curatore del Museo Paolo Vittorio Emanuele.

«La Passione» è il titolo dell’opera dell’arTista lametino che con i suoi lavori, in particolare nel campo dell’arte sacra, ha ottenuto vari riconoscimenti a livello nazionale come il Premio San Marco Città di Venezia, il Premio Varazze Arte, riconoscimenti nell’ambito del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti.

L’opera di Raffaele Mazza è costituita da un unico tronco d’ulivo che sostiene il corpo di Gesù, costruito con venticinque piantine di vite assemblate pazientemente dall’artista. La corona di spine del Cristo è fatta con spighe di grano mentre il sangue è reso da una colla-vernice di colore rosso.

La mano destra chiusa del Cristo mette in risalto la piegatura naturale dei chiodi, la sofferenza del chiodo che trapassa la carne del Redentore; la mano sinistra è aperta verso il cielo, in segno di preghiera e di invocazione al Padre. Caratterizzano l’opera anche un’attenta lavorazione a mano del legno e una miscela di vernici che conferisce al corpo del Cristo una particolare lucentezza.

Il vescovo Cantafora, nel ringraziare Raffaele Mazza, ha ricordato come «l’arte in tutti i tempi, abbia rappresentato per la Chiesa il veicolo principale per diffondere il Vangelo. Nel Cristo crocifisso l’artista contempla Gesù che è sceso nel grembo della morte per distruggerla per sempre. Il Crocifisso è il cuore del Cristianesimo. Non è solo un simbolo. Se oggi c’è chi uccide la vita umana, è perché in chi uccide ancora la morte non è stata vinta. Gli artisti come Raffaele che rappresentano la Crocifissione, ci rimandano al cuore della Buona Notizia dell’amore di Dio per l’uomo».


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