Pescara
3 giugno 2020
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Fase 3. L’Italia riapre: da oggi 3 giugno liberi ma con qualche prescrizione. Boccia: «Virus all’angolo ma i costi sono stati altissimi. Nuova normalità conquistata e da difendere»


L’Italia riapre. Da oggi 3 giugno niente autocertificazione e finalmente sono consentiti i viaggi tra le regioni, rimangono però ancora alcune prescrizioni: obbligo di mascherina nei locali al chiuso ed accessibili al pubblico, obbligo di mascherina sui mezzi di trasporto, obbligo di distanziamento sociale di almeno un metro.
Non sarà obbligatoria la quarantena per chi arriva da un’altra regione ma rimane obbligatoria per chi ha un’infezione respiratoria e febbre al di sopra di 37,5°. Ancora in vigore i divieti assoluti di assembramento ovunque, nei locali obbligo di consumazione ai tavoli dopo una certa ora, dal 15 giugno via libera agli spettacoli ma con un massimo di mille spettatori all’aperto e di 200 persone nelle sale al chiuso.

“Abbiamo un paese che torna a vivere, lo fa nel giorno della Festa Repubblica. Domani torna la mobilità intraregionale, oggi sembra una conquista ma ce l’abbiamo fatta grazie ai tanti sacrifici degli italiani e si torna una a nuova normalità conquistata a da difendere. Dobbiamo guardare avanti sapendo che il virus vive con noi e non dimenticare i 33mila italiani che hanno perso la vita, a loro dobbiamo tutto l’impegno e la responsabilità nell’affrontare questa nuova fase”. Così il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, ospite ieri a ‘La vita in diretta’ su Rai1.

“Torna – continua Boccia – la libertà di circolazione tra Regioni senza condizioni, è giusto che ogni presidente rafforzi il sistema di prevenzione e lo si fa rafforzando i presidi”, spiega il ministro, che continua: “Per l’app di tracciamento è iniziata la sperimentazione in 4 regioni, tutti possiamo già scaricarla, ovviamente sarà utilizzabile tra qualche giorno”. Il governatore sardo Solinas, dice poi Boccia rispondendo a una domanda su questo, “non ha più posto condizioni pregiudiziali, sta lavorando su meccanismo che sta rafforzando” i presidi. “Io credo che ognuno, ogni cittadino che si sposta da una Regione all’altra – conclude – si augura che il sistema di controllo e monitoraggio funzioni”

“Dopo questi primi tre mesi – dice ancora Boccia – possiamo dire di aver vinto noi, ma abbiamo pagato in termine di perdite di vita umane enorme e un costo economico immenso”. Per il ministro, “da un lato c’è la felicità nel vedere che le nostre città si stanno ripopolando, ma dall’altro c’è il senso di responsabilità che noi rappresentanti delle istituzioni dobbiamo avere e chiedere. Non è stato facile essere rigorosi. Dopo tre mesi possiamo dire che, con grandi sacrifici, il virus adesso è all’angolo, ma i costi sono stati altissimi, e ora salvare i posti di lavoro e l’economia è una priorità”.

“Seguiamo indicazioni della comunità scientifica ed evitiamo teorie inadeguate di noi semplici cittadini. Lasciamo all’Istituto Superiore di Sanità il compito di darci le direttive”, sottolinea quindi Boccia. (ADNKRONOS)


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