crochi
1 febbraio 2018

News Calabria

Febbraio: proverbi calabresi, storia e curiosità del mese più corto dell’anno


Frevàru curtu e amaru, scurcia li viecchi allu foculàru, febbraio corto e amaro, costringe i vecchi a stare accanto al fuoco: così si diceva un tempo del mese più breve dell’anno, il cui nome deriva dal latino februare, che significa purificare e anche rimedio agli errori.

Ciò si spiega con il fatto che nel calendario romano febbraio era il periodo dei rituali di purificazione, tenuti in onore del dio etrusco Februus e della dea romana Febris, i quali avevano il loro culmine il giorno 14.

Tale ricorrenza pagana pare sia diventata culto a Santa Febronia poi soppiantata da San Valentino e spostata addirittura al 25 giugno, successivamente dalla Madonna della Febbre, dedicata alla guarigione dalla malaria, mentre i riti di purificazione si sono trasformati nella festa della Candelora, la festa della luce che si celebra il 2 febbraio, introdotta nel VII secolo dalla Chiesa orientale per festeggiare la presentazione di Gesù al Tempio e la purificazione rituale della Madonna.

Il mese di febbraio, periodo in cui da sempre si celebra la luce (e quindi la vita) e il passaggio dall’inverno alla primavera, è legato anche al vaticinio, cioè indovinare il futuro attraverso ad esempio il clima: D’’a Candilora ‘u ‘mbernu è fora. Ma si nesci l’urzu d’’a tana, dici: o voliti o non voliti, n’atri coranta jorna di ‘mbernu ‘ndaviti! cioè alla Candelora l’inverno è finito, ma se esce l’orso dalla tana (cioè se è bel tempo) avrete altri 40 giorni d’inverno.

Un periodo breve ma comunque importante e anche temuto nel mondo contadino, al quale sono dedicati altri proverbi calabresi come Febbraiu sparti guali (Febbraio divide in parti uguali la notte e il giorno), Ciciari e ciciarazzi febbraiu e marzu (Legumi a febbraio e a marzo).

Un proverbio, diciamo metaforico, legato al periodo è anche Alla squagghjiata da nive nesciunu ‘i strunzi (Dopo che la neve si scioglie vengono fuori tutte le porcherie), e infine ricordiamo un altro detto calabrese che si pronunciava nell’ultimo giorno di febbraio: Ellera, ellera è venuta primavera, a faccia i febbraiu quandu ha fattu chira nivera (Ellera, ellera, è arrivata la primavera, alla faccia di febbraio e alle sue nevicate).

Febbraio, che assieme a gennaio è stato l’ultimo mese aggiunto al calendario, nominalmente era l’ultimo mese dell’anno romano, che iniziava a marzo. Poiché i calcoli calendariali antichi erano imprecisi, alcune volte i sacerdoti romani inserirono anche un mese di mezzo, Mercedonius, dopo febbraio per riallineare le stagioni.
Annamaria Persico


Leggi anche...



News
Covid, da Russia a Gb rischio contagi: torna...

Mentre in Italia è ancora acceso il dibattito sul Green pass Covid obbligatorio nei luoghi di...


News
Falsi nei bilanci, indagati sindaco di Palermo...

La Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati il sindaco Leoluca Orlando e...


News
Terza dose vaccino covid, ok Fda a...

Terza dose si vaccino anti covid, la Food and Drug Administration statunitense ha dato il suo...


News
Gabby Petito, trovati resti umani vicino a effetti...

Caso Gabby Petito, l'Fbi ha rinvenuto "resti umani non identificati'' nella zona di Tampa, in...