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7 marzo 2016

Società

Festa della donna tra storia e modernità


L’8 marzo, ricorre la Giornata Internazionale della Donna. Purtroppo, da qualche anno ormai, le abitudini e il modo di festeggiare di molte donne hanno svilito le nobili origini che hanno portato alla celebrazione della Festa in onore della Donna.

Il modo moderno di festeggiare l’evento, tra spogliarellisti e donne scatenate, ha portato ad uno sviamento dei valori e dell’intento di tutte quelle donne che, con grandi battaglie ed a caro prezzo, hanno ottenuto il riconoscimento di tutti quei diritti che hanno portato la donna ad essere parte attiva ed integrante della Società moderna. Se oggi la donna ha avuto successo nel lavoro, in politica e nella Società, se è arrivata ad affermarsi, ad avere il rispetto ed i riconoscimenti che merita è soprattutto grazie all’impegno di tutte quelle donne che, a partire da Corinne Brown, esponente del Partito socialista negli USA, a partire ai primi anni del 1900, sono scese in piazza, manifestando e lottando affinché le venissero attribuiti quei diritti che le erano assolutamente preclusi, tra cui l’estensione del suffragio, l’aumento del salario e il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Infatti, nel 1909, negli Stati Uniti, precisamente il 28 febbraio, venne organizzata la prima manifestazione delle donne per il  riconoscimento del diritto di voto, alla quale, immediatamente dopo si unirono molte rivendicazioni dei diritti femminili. Nel 1910, l’VIII Congresso dell’Internazionale Socialista, propose di istituire una giornata dedicata alle donne. Il culmine si raggiunse il 25 marzo del 1911, allorquando nella fabbrica di “Triangle” di New York si sviluppò un incendio in cui persero la vita 146 persone, tra uomini e donne. Questo episodio, probabilmente portò alla leggenda secondo cui la Festa delle Donne sarebbe da ricondursi all’incendio divampato nella fabbrica Cotton.

Da quel momento in poi le manifestazioni femminili si son moltiplicate e, nei vari Paesi dell’Europa si susseguirono diverse giornate dedicate alle donne, fin quando, a seguito della manifestazione avvenuta l’8 marzo del 1917, alcune donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della conferenza femminile comunista a Mosca e, dunque, si decise che la Giornata Internazionale delle Donne si festeggiata, in  tutti i Paesi, l’8 marzo.

In Italia la Festa della Donna fu celebrata, per la prima volta, nel 1922, perseguendo lo stesso fine politico e le medesime rivendicazioni femministe. Nel 1944, nel mese di agosto, su iniziativa  di De Gasperi (esponente della  Democrazia Cristiana) e Togliatti (esponente del Partito Comunista) si propose l’estensione del suffragio anche alle donne e, a settembre del 1944 venne fondata l’Unione Donne Italiane, sicché, il 31 gennaio 1945 venne emanato il decreto legislativo luogotenenziale n. 23, che conferiva, formalmente, il diritto di voto alle donne italiane che avessero compiuto almeno 21 anni e che prese il nome dei suoi fautori, De Gasperi-Togliatti, meglio noto come decreto Bonomi.
Nel 1947 venne scelta la mimosa come simbolo, proprio perché fiore nascente in marzo.

Come si può ben comprendere, sono state molte le donne che si sono battute per ottenere quei riconoscimenti e tutta la considerazione che il gentil sesso merita, facendosi valere in tutti i campi: politico, sociale e lavorativo, contraddistinguendosi per tutte le capacità di cui è foriera. Si è passati dalla donna concepita come schiava dell’uomo, con l’unico compito di accudire la famiglia rigorosamente patriarcale, a donna risorsa per tutta la Società, poiché parte integrante della stessa.

Alla luce di tutto ciò, sarebbe opportuno che la donna moderna desse merito a tutte le lotte che in nome dei diritti femminili sono state portate avanti e si riappropriasse di tutti quei valori che tale festività porta con sé.

Felicia Villella Vicesegretaria Udc Lamezia Terme


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