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7 aprile 2021

BLOG-le firme di Reportage

GIUDIZI UNIVERSALI #009: TRA ISOLE E RISATE (ISOLA DEI FAMOSI e LOL-CHI RIDE È FUORI) di Gianlorenzo Franzì


Continua il percorso degli isolani isolati: e anche se niente di nuovo c’è sotto il sole (tranne l’esacerbarsi previsto degli animi, complice una fame che diventa sempre più pesante), viene voglia di parlare dello show freak-cult solo per parlar male di Tommaso Zorzi. Vincitore assoluto a furor di popolo del GF Vip, era atteso da tanti salotti e format ed è sbarcato all’Isola: in pochi però hanno fatto peggio di lui come opinionisti.

A tratti viene da compatirlo quando sembra il compagno di banco invitato alla festa dove non conosce nessuno e guarda tutti aspettando il momento giusto per dire la sua. Poi quel momento arriva, e le cose che dicono sconcertano. Zorzi fa parte di quella scuola, facente capo ad Alfonso Signorini, per cui l’unica forma di verità è la cattiveria. Zorzi apostrofo tutti rimescolando nel torbido, rimproverando chi non è abbastanza cattivo e ammonendo chi cerca di pacificare gli animi. Fermo restando che una buone dose di cinismo fa sempre bene e che un forzato buonismo è sempre deleterio, é ugualmente fastidioso il voler trovare a tutti i costi del marcio in ogni dinamica personale, nel veder sempre il male e il brutto di ciascuno. Tommaso fa esattamente salvo poi criticare chi opera scelte strategiche nelle nomination: e questo svalutando anche la sua non indifferente dose di cultura e innegabile intelligenza, che lui usa però sempre male riconducendo ogni sua suggestione a malcelate pruderie erotiche, che cerca di sdoganare giustificando le sue continue e a lungo noiose assonanze sessuali.

Tommaso con gli isolani come Fedez con gli isolati: l’Isola Dei Famosi ha Zorzi, LOL ha Federico Lucia in arte Fedez.

Chissà in quanti ricorderanno uno dei primi esperimenti di Amazon Prime Video, quel Celebrity Hunted che ha avuto una seconda stagione poco tempo fa: uno show disastroso che fingeva malamente di essere un reality quando non sfiorava neanche l’apparenza del mockumentary.

Però il canale ci riprova e si avvicina di più ad un centro:, il 1 aprile 2021 sono stati infatti rilasciati i primi quattro episodi di LOL – Chi Ride è Fuori. Il format è originale, perché vede dieci comici chiusi per sei ore in una stanza a cercare di far ridere l’uno contro l’altro.

Frank Matano, Andrea Pintus, Sabrina Guzzanti, Michela Giraud, Lillo, Katia Follesa, Elio, Fru e Ciro dei The Jackal, Luca Ravenna: sono loro i protagonisti, dieci artisti che probabilmente (a parte la Giraud e Lillo) sono di gran lunga più bravi sull’improvvisazione che negli show a tema. E proprio loro portano a casa bene il compito, muovendosi con disinvoltura tra realtà e finzione: ma il grosso difetto del programma di Amazon sono i conduttori. Anzi, il conduttore. Perché a “sorvegliare” i dieci talent ci sono, in una stanza dei bottoni pronti ad ammonire ed eventualmente eliminare dal fuoco chi ride, Fedez e Mara Maionchi: e se la prima è solo una spalla e per natura anche se deve seguire un copione ci mette del suo e si fa accettare, il marito di Chiara Ferragni sa condurre ancora peggio di come canta.

Federico Lucia è un sopravvissuto al rap, che dopo aver perso la strada di X-Factor tenta di trovare un altro posto al sole. Ma è tanto lontano dall’intonaziome vocale (la sua performance a Sanremo 2021 resterà nella storia) quanto dalla scioltezza nella conduzione: Federico non riesce neanche a muoversi con disinvoltura, mostrandosi impacciato ad ogni sua uscita e facendo sembrare forzata ogni sua risata, probabilmente anche quelle sincere. Arrivando fino ad estenuare lo spettatore.

Discorso diverso per i dieci talent rinchiusi ed isolati per sei ore nella stanza/teatro.

Lungo le sei puntate escono fuori le attitudini di ognuno: dalla classe e dallo humor intelligente della Guzzanti alla natura vuota e da cazzaro di Matano, dall’impianto di one (wo)man show della Giraud alle piane improvvisazioni della Follesa. Peccato solo che per alcuni ci sia dietro l’angolo quella che chiameremo la Sindrome Dennis Fantina, ovvero una tragica, assoluta e inesorabile mancanza di carisma (i The Jackal da soli, il misterioso Luca Ravenna -chi è? Da dove viene?-), compensati però da figure di tutto rispetto come Elio, Lillo o il troppo sottostimato Pintus.

Il format è realmente nuovo e indubbiamente coinvolgente: lontano dagli stenti dei vari a Colorado Cafè e simili, LOL riesce a catturare lo spirito anarchico della risata riportando i comici al loro “punto zero”, ovvero l’improvvisazione. Conseguentemente, al di là del gusto, il programma di Amazon risulta vincente anche per quando affiora qua e là una po’ di quella “cattiveria buona” che ha il sapore della verità e non della gratuità ad uso e consumo di un pubblico smanioso.

 


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