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28 marzo 2018

Cucina: le ricette del cuore

I dolci calabresi della devozione: l’antica ricetta delle «pitte pie»


Oggi parliamo delle pitte pie, i famosi dolci tradizionali calabresi chiamati anche nepitelle, mezzelune di pastafrolla dal delizioso ripieno a base di mandorle, noci, uvetta, marmellata, cannella e altro a seconda della zona di provenienza.

Le pitte pie, tipiche del catanzarese, del vibonese e del crotonese, si preparano per Natale ma soprattutto per Pasqua. Un tempo le donne di casa fin dall’estate iniziavano a raccogliere e mettere da parte gli ingredienti per prepararle, dalle marmellate al miele, dai fichi secchi al vino cotto.

L’aggiunta di spezie come i chiodi di garofano e cannella indica questi dolci come molto antichi, risalenti al periodo della dominazione araba.

Sono dolci in tutto e per tutto squisitamente (è proprio il caso di dirlo) femminili: il nome pitte pie, che ricorda devozione e religiosità declinate al femminile, probabilmente richiama le figure delle tre Marie che accompagnarono Gesù sul Calvario.

Le pitte pie tra l’altro possono avere anche una forma rotonda con tre buchi sopra dai quali si intravede il ripieno, chissà forse proprio per ricordare l’evento evangelico.

Il nome nepitelle invece deriva dal termine latino nepitedum, che significa orlo o palpebra degli occhi, che in effetti è la graziosa forma di questi dolci.

INGREDIENTI
400 gr di farina
3 uova
120 gr di zucchero
100 gr di burro freddo
1 bustina di lievito per dolci
latte
100 gr di marmellata di ciliegie o miele
100 gr di noci sgusciate
100 gr di mandorle spellate
100 gr di uvetta
100 gr di fichi secchi
100 gr di cioccolato fondente
scorza grattugiata di un’arancia
1 cucchiaio di cacao amaro
1 cucchiaino di cannella e chiodi di garofano
vino cotto

PREPARAZIONE
Disponete la farina a fontana sul tavolo, unite lo zucchero e ponete al centro il burro ammorbidito a pezzetti, i tuorli di due uova e un uovo intero, il lievito e un pizzico di sale. Impastate bene il tutto e fate riposare.
Per il ripieno ammorbidite l’uvetta in acqua tiepidae strizzatela. Poi scottate i fichi per cinque minuti in acqua bollente, asciugateli e tritateli finemente. In una ciotola mescolate l’uvetta, i fichi tritati e tutti gli altri ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo.
Ora stendete la pasta col mattarello in una sfoglia spessa un centimetro circa e ricavate dei dischi di una decina di centimetri di diametro. Ponete al centro di ogni disco un cucchiaio di ripieno, attaccate i bordi con albume d’uovo, ripiegate il disco a mezzaluna, spennellate con latte e praticatevi sopra, come da tradizione, un taglio in modo che si intraveda un po’ il ripieno.
Disponete le vostre nepitelle su una teglia imburrata o coperta di carta forno, infornate a 170 gradi per circa mezz’ora finche non sono dorate. Appena raffreddate sono pronte da mangiare ma si conservano abbastanza a lungo chiuse in una scatola di latta o in una busta per alimenti.
Vi ricordiamo che questa ricetta è solo una ricetta base per preparare le nepitelle, ci sono moltissime varianti sia per l’esterno (ad esempio usando una pasta frolla senza lievito o utilizzando strutto al posto del burro) ma soprattutto per il ripieno, per il quale potete sbizzarrirvi come volete, a seconda del periodo e degli ingredienti che avete a disposizione.
Annamaria Persico


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