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14 giugno 2020

Storia, miti, leggende e tradizioni

Il Corpus Domini: la bellezza della Fede tra fiori, colori e profumi delle tradizioni popolari


La Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Sollemnitas Ss.mi Corporis et Sanguinis Christi), comunemente chiamata con l’espressione latina Corpus Domini (Corpo del Signore), è una delle principali solennità della Chiesa cattolica e si celebra il giovedì successivo alla solennità della Santissima Trinità oppure, in alcuni Paesi tra cui l’Italia, la domenica successiva.

La festa del Corpus Domini, che quest’anno cade il 14 giugno, proclama la fede della Chiesa nella presenza reale di Gesù Cristo nel pane e nel vino consacrato. E’ nata nel 1246 in Belgio a seguito della visione mistica di una suora di Liegi, la beata Giuliana di Retìne, dopo il miracolo di Bolsena nel quale dall’ostia uscirono alcune gocce di sangue, simbolo della presenza del Corpo di Cristo. Due anni dopo fu istituita ufficialmente dal Papa Urbano IV ed è caratterizzata dalla processione eucaristica che percorre le vie delle città e dei paesi, recando in maniera solenne l’ostensorio che mostra l’Ostia consacrata. E’ il Cristo che si manifesta nella sua totale presenza, corpo, sangue, anima e divinità.

La processione del Corpus Domini simboleggia Lui che cammina con gli uomini per le strade della vita, un rito molto sentito nelle comunità cristiane che nel tempo è stata arricchito da tradizioni popolari, come gli altarini, allestiti davanti alle abitazioni con fiori e preziose coperte ricamate, e le infiorate, cioè le strade che diventano tappeti di coloratissimi petali, testimonianze pubbliche di fede e manifestazione della gioia di accogliere il Cristo nella vita quotidiana. Nel giorno del Corpus Domini, soprattutto al Sud, si usa anche festeggiare l’onomastico di coloro che portano il nome Salvatore.

Le origini delle Infiorate si fanno risalire alla prima metà del XVII secolo, si pensa che l’usanza di creare quadri per mezzo di fiori sia nata nella basilica vaticana ad opera di Benedetto Drei, responsabile della Floreria vaticana, e di suo figlio Pietro i quali usarono per la prima volta fiori frondati e minuzzati ad emulazione dell’opere del mosaico il 29 giugno 1625, festa dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma.

Lentamente la tradizione si diffuse in vari paesi e città, e ancor oggi si perpetuano in molte località italiane e raggiungono notevole livello artistico. Tra le Infiorate più belle ricordiamo quelle di di Genzano, Genazzano, Arcinazzo Romano, Ranzi, Fucecchio, Spello, Gambatesa, Noto, Agropoli, Cusano Mutri.

Una delle più belle in Calabria è l’Infiorata di Potenzoni, piccola frazione del comune di Briatico in provincia di Vibo Valentia, dove per il Corpus Domini gli abitanti del paese, insieme ai maestri infioratori, allestiscono il paese a festa, realizzando tappeti floreali prevalentemente a tema sacro dal grande valore artistico.

Annamaria Persico


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