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9 febbraio 2018

Opinioni

Il futuro della sanità lametina preoccupa il Comitato malati cronici


A noi che rappresentiamo i malati cronici ci viene da chiedere: ma la politica, quella vera, che si occupa dei problemi dei cittadini a Lamezia è morta?

Hanno questi signori, al di là delle chiacchiere di circostanza, qualcosa da dire su quanto si sta consumando nella nostra città? Vogliono o no sconfessare i registi di un’operazione che mette fine a qualsiasi speranza per il futuro della sanità lametina?

I vertici della sanità provinciale e dell’Università di Catanzaro, assieme a Scura e al fedelissimo del presidente della Giunta regionale, Pacenza, hanno varato l’accordo sulla unificazione del Pugliese-Ciaccio e del Policlinico Mater Domini. La presenza del Dg dell’Azienda sanitaria provinciale Perri aveva un qualche significato? Si è per caso opposto a questo disegno che taglia e non considera la città di Lamezia Terme e del lametino?

L’azienda sanitaria «Dulbecco» avrà 700/800 posti letto e 64 reparti. Non è stata nemmeno presa in considerazione l’idea che reparti doppi e tripli, potessero trovare collocazione in altre strutture come Lamezia Terme.

Scura ha dichiarato, tra l’altro, come se non bastasse, che saranno aumentati i posti letto della medicina d’urgenza, perché i dieci attuali sono pochi, e che si farà «un Pronto soccorso degno dei migliori d’Italia con letti dedicati all’osservazione breve» la cosiddetta Obi (Osservazione breve intensiva), fiore all’occhiello dell’ospedale di Lamezia.

Dobbiamo pensare che è a rischio anche la Obi lametina?

E’ a tutti chiaro che la «Dulbecco» non può fare a meno del lametino? Cosa dedurre? Si sancisce la fine delle strutture ospedaliere lametine. Da quel che si comprende, il nuovo Pugliese-Ciaccio sarà realizzato a Germaneto per completare il Policlinico universitario e fornirlo così del Pronto soccorso che adesso manca.

Come mai ed ancora una volta è stata volutamente ignorata e mortificata la richiesta venuta insistentemente da tutta la nostra comunità di inserire in questa unificazione l’ospedale lametino?

Al tavolo dove si è consumata questa ennesima ingiustizia non potevamo non notare la presenza del direttore generale dell’Asp, Giuseppe Perri, che nulla ha ritenuto di dover dichiarare a favore della sanità lametina, anzi la sua presenza silenziosa ha avuto il sentore di accettazione, senza proferir parola.

Una volta c’era una bella parola che si chiamava democrazia la cui linfa era costituita dalla partecipazione. Tutto ora è cancellato.

I cittadini lametini sono stati totalmente ignorati. Le proteste, le richieste, le necessità non hanno trovato nessuna risposta.

Abbiamo ormai a che fare con dei piccoli o grandi ras. Si raccolgono migliaia di firme di cui non si tiene in nessun conto. Si manifesta continuamente, si segnalano disservizi ma tutto viene ignorato.

Noi malati cronici rappresentiamo quanti non hanno voce e spesso non hanno volto. Lavoriamo ogni giorno per essere al loro fianco e tutelare i sacrosanti diritti a dispetto di quanti commissari, dirigenti e direttori si tappano gli occhi e le orecchie per non fornire le giuste risposte a quanti soffrono. E’ questa la più grande delle ferite.
Comitato Malati Cronici del Lametino
Il presidente Giuseppe Gigliotti, il coordinatore Giuseppe Marinaro, il consigliere Francesco Roberti


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