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26 marzo 2017

News Lamezia e lametino

Inaugurato ieri a Conflenti il Monastero di Santa Maria delle Grazie e della Misericordia. Iniziata la clausura per le Clarisse venute dal Brasile


«Voi sorelle povere siete arrivate qui, a Conflenti, dal Brasile, dall’altra parte del mondo, povere tra i poveri. Nessuna di voi avrebbe mai pensato di giungere in Europa, in Italia e in Calabria, quando siete entrate in monastero; eppure il Signore ha voluto che proprio delle monache contemplative diventassero anche missionarie.

«Questo monastero ci ricorda che la vita non è fatta solo di progetti, di industria, ma è fatta anzitutto di interiorità, che c’è un essere prima del fare, c’è la consapevolezza che non siamo soli ma c’è Qualcuno che ci ama. Con la clausura voi scegliete di separarvi da tutto ciò che è mondano per dedicarvi a Dio solo ma, allo stesso tempo, voi non vi estraniate dalla storia, anzi la assumete nel vostro cuore. Di questo tutti noi abbiamo bisogno».

Così il vescovo di Lamezia Terme Luigi Cantafora che ieri pomeriggio, a conclusione di una solenne concelebrazione eucaristica, ha inaugurato il Monastero di Santa Maria delle Grazie e della Misericordia a Conflenti con l’ingresso in clausura di Suor Cristina, Suor Claudia, Suor Neusa, Suor Clara, Suor Eucarestia, guidate dalla Madre Badessa Suor Gesuina. Altre verranno nei prossimi mesi.

Una vita di preghiera, silenzio, lavoro, comunione nel luogo dove la Madonna apparve al pastorello Lorenzo Folino nel 1578. Da questa sera, le Clarisse del monastero conflentese si dedicheranno completamente alla preghiera e alla vita fraterna, staccandosi solo fisicamente dal mondo e accompagnando con la loro preghiera tutta l’umanità. Un cammino di tredici anni, quello del monastero di Conflenti, che tra varie peripezie è giunto a compimento a febbraio quando Papa Francesco ha concesso al vescovo di Lamezia la facoltà di erigere canonicamente il monastero.

Dal vescovo lametino, un grazie ai tantissimi fedeli, anche da fuori Regione, che hanno contribuito alla realizzazione del monastero, progetto voluto dal presule sin dal suo insediamento alla guida della Diocesi di Lamezia, per dare alla Calabria un «polmone spirituale, un segnale», ha detto Cantafora nell’omelia «che ricorda a tutti noi che Dio è all’opera, è presente e si rende presente nelle sue creature».

«È una luce sul monte», ha proseguito il vescovo «un segnale lungo il cammino della vita. Il segnale ha il compito di indicarti la strada, di orientare il tuo cammino e ti dice la direzione che devi prendere, se vuoi raggiungere il traguardo cui sei chiamato. Il nostro traguardo, la nostra meta non è quaggiù, ma è l’incontro col Signore. Voi con la vostra esistenza ce lo ricordate. Le monache con la loro vita, intercedono, pregano per noi, perché il progetto di Dio si realizzi in pienezza e per tutte le creature da Lui create ed amate».

Al termine della concelebrazione eucaristica, animata dalla Corale diocesana Benedetto XVI, dopo la lettura del decreto di erezione del monastero da parte di don Domenico Cicione, si è compiuto il rito di chiusura del monastero che ha segnato l’inizio della clausura.

Da oggi i fedeli che vorranno parlare con le sorelle, potranno farlo attraverso i parlatori, bussando prima alla porta del monastero. Tutte le mattine di domenica alle 9.30 tutti i fedeli potranno partecipare alla celebrazione eucaristica insieme alle claustranti, che staranno dietro la grata.

Di «giornata storica» per Conflenti e la Calabria ha parlato il sindaco Serafino Paola che ha ringraziato il vescovo Cantafora «per aver fatto di Conflenti la cittadella di Maria».


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