cosmadamiano
26 settembre 2018

Storia, miti, leggende e tradizioni

La grande festa dei Santi Anargiri Cosma e Damiano a Riace


Oggi, 26 settembre, la chiesa cattolica festeggia i Santi Cosma e Damiano, ai quali è dedicata nel piccolo paese calabrese di Riace una delle feste più importanti dedicate ai Medici venuti dall’Oriente.

Due volte l’anno, a maggio e a settembre, nel borgo di origine greco-bizantina affacciato sulla costa jonica famoso per il ritrovamento dei Bronzi arrivano pellegrini da tutta la regione che si recano ad onorare Cosma e Damiano, gli Anargiri, cioè coloro che guariscono senza chiedere compenso, protettori dei medici, dei farmacisti e delle professioni affini come i barbieri, le levatrici e i dentisti.

Essi sono per lo più rappresentati con la palma tra le mani o con gli strumenti della loro arte e il loro culto è molto antico ed esteso a tutto il bacino del mediterraneo, presenta molte affinità con gli dei pagani della medicina, i Dioscuri Castore e Polluce, Asclepio ed Iside medica, e sicuramente era già esistente nei primi martirologi.

L’origine del Santuario di Riace probabilmente risale ad una struttura bizantina collegata con il vicino Monastero di S. Giovanni Theristis, mentre la confraternita dei SS. Cosma e Damiano fu istituita nel 1637 ad opera del vescovo di Squillace.

Nella chiesa Matrice di S. Maria Assunta detta anche chiesa di S. Giacomo situata a qualche chilometro di distanza da Riace Superiore, sono conservate le pregevoli statue dei Santi, di scuola napoletana del Settecento, che due volte l’anno vengono tirate fuori e portate in processione fra Riace Superiore e Riace Marina.

I festeggiamenti nel Santuario di Riace (Reggio Calabria) si fanno risalire al 1669, quando le reliquie di san Cosma furono portate da Roma, ma Cosimo e Damiano furono istituiti Santi Patroni di Riace solo nel 1734.

La festa di maggio anche detta festa del Braccio, coinvolge soprattutto la comunità di fedeli di Riace e si svolge la seconda domenica di maggio, e in ricordo dell’apparizione dei Santi ad un pastorello del posto, le reliquie dei Santi vengono portate in processione al castedu. Una teca d’argento a forma di braccio viene trasportata lungo un itinerario campestre attraverso i sentieri della campagna di Riace, dalla chiesa Matrice fino a raggiungere la spiaggia di Riace Marina.

Una volta giunti sulla spiaggia, la teca viene imbarcata e portata nei pressi di uno scoglio dove la tradizione racconta che sia rimasta l’impronta del piede di San Cosimo, dopo la traversata dal lontano Oriente. Un tempo lungo il tragitto, come rito propiziatorio, i contadini deponevano sulla base della teca fasci di spighe di grano, rami di ulivo e altre piantine.

La festa di settembre, invece, va dal 25 al 27 del mese ed è unica nel suo genere perchè coinvolge non solo moltissimi devoti dei paesi limitrofi che giungono numerosi a piedi al Santuario, ma anche per la grande partecipazione di fedeli Rom e Sinti che da tutta la Calabria e oltre vengono a venerare i loro protettori, i Santi Cosma e Damiano, e anche il Beato Zeffirino martire, il santo Rom di cui si conserva una effigie nel Santuario.

Si tratta del più grande raduno religioso della comunità rom, che diventa la principale protagonista di questa straordinaria manifestazione di religiosità popolare, chiamata comunemente a festa di zingari.
Annamaria Persico


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