atena
28 settembre 2022

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La leggenda dell’ulivo, il sacro albero del Mediterraneo


Un’antichissima leggenda mediterranea narra che Atena e Poseidone un giorno si sfidarono per offrire il dono più bello al popolo, Zeus sarebbe stato il giudice della gara tra le due potenti divinità.

Poseidone, colpendo con il suo tridente il suolo, fece sorgere il cavallo più potente e rapido, in grado di vincere tutte le battaglie.

Atena invece colpì la roccia con la sua lancia e fece nascere dalla terra un albero bellissimo, il primo albero di ulivo. La splendida pianta illuminava la notte, medicava le ferite e curava le malattie e inoltre offriva prezioso nutrimento, donando benessere e quindi pace a tutte le genti che lo avrebbero coltivato.

Zeus scelse questa, benedì le foglie argentee e disse: «Questa pianta proteggerà una nuova città che sarà chiamata Atene da te, figlia mia. Tu donasti agli uomini l’ulivo e con esso hai donato luce, alimento e un eterno simbolo di pace».

Atena da quel giorno divenne la dea della città di Atene. Qualche tempo dopo uno dei figli di Poseidone cercò di sradicare l’albero di Atena, ma si ferì nel commettere l’atto sacrilego e morì. Gli ateniesi decisero così di far sorgere in quel punto l’Acropoli e far presidiare notte e giorno dai soldati la sacra pianta dell’ulivo.

Gli aspetti simbolici dell’ulivo in tutti i paesi del Mediterraneo, mutuati dai Romani in poi e presenti nelle tradizioni e nell’immaginario collettivo. L’ulivo è sacro e va rispettato: mai distruggere un albero di ulivo, mai versare l’olio perché porta male esattamente come qualche millennio fa.

Il Cristianesimo accolse in toto il simbolismo dell’ulivo della pace: narra la leggenda che Noè dopo il diluvio universale fece uscire una colomba dall’arca e questa ritornò con un ramoscello di ulivo nel becco, segno che le acque si stavano ritirando e che la pace sarebbe tornata sulla terra.

L’ulivo è anche la pianta simbolo della domenica delle Palme che ricorda l’ingresso trionfale a Gerusalemme di Gesù, che fu accolto dalla folla festante che lo acclamava gridando Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore e agitando rami d’ulivo e di palma.
Annamaria Persico (articolo già pubblicato su Reportage il 9 settembre 2017)


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