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6 dicembre 2017

Cultura

La leggenda di San Nicola, da vescovo della carità a Babbo Natale


Oggi, 6 dicembre, si festeggia San Nicola Vescovo, conosciuto come San Nicola di Myra o San Nicola di Bari, uno dei santi più popolari di tutta la cristianità il cui nome, declinato sia al maschile che al femminile, è ampiamente diffuso sia in Oriente, dove visse e operò, che in Occidente, dove sono conservate le sue reliquie.

Alla figura del Santo Vescovo è legata la leggenda di Babbo Natale o Santa Klaus, il simpatico vecchietto vestito di rosso che porta doni ai bambini buoni. Ma perchè un Santo mediterraneo come San Nicola è associato al Natale e al Polo Nord?

La storia è antica e affascinante: San Nicola nacque probabilmente a Pàtara di Licia, tra il 261 e il 280, figlio di Epifanio e Giovanna, greci cristiani e benestanti. Cresciuto in un ambiente di fede cristiana perse prematuramente i genitori a causa della peste e, quando divenne erede di un ricco patrimonio, lo distribuì tra i poveri.

Dalla sua città natale, si trasferì a Myra, venne ordinato sacerdote e, alla morte del vescovo metropolita, fu acclamato dal popolo come nuova guida dei fedeli. Imprigionato ed esiliato nel 305 durante la persecuzione di Diocleziano, fu poi liberato da Costantino con l’Editto di Milano nel 313 e riprese l’attività apostolica.

San Nicola morì il 6 di dicembre di un anno imprecisato alla metà del IV secolo e la sua figura divenne immediatamente popolarissima in tutta la cristianità. Gli vennero attribuiti molti miracoli e divenne protettore e patrono di professioni e di vari paesi ma, soprattutto, dei bambini.

Si narra che il giovane vescovo distribuiva ogni suo avere ai poveri, che usava calarsi dai camini e lasciare denaro e doni alle famiglie più povere; inoltre leggenda vuole che salvò tre ragazze dalla prostituzione e che resuscitò tre bambini che erano stati uccisi e fatti a pezzi.

Le sue spoglie furono conservate a Mira fino al 1087, quando furono trafugate e portate a Bari, di cui divenne il patrono. Pochi anni dopo anche Venezia trovò altre reliquie e San Nicola divenne così protettore dei marinai e patrono della Serenissima.

Per molti secoli il culto di San Nicola continuò ad essere celebrato il 6 dicembre in diverse zone dell’Italia del Sud ma anche del Nord, fino a superare l’arco alpino e arrivare in Europa.

Qui la figura del santo si sovrappose alle divinità pagane presistenti, come il romano Saturno o il nordico Odino, e così rimase fino alla Riforma protestante che, a partire dal Cinquecento, abolì il culto dei santi.

Tutti i culti e le tradizioni dei paesi europei prevedevano l’usanza di fare doni ai bambini e, a quel punto, in molti territori si scelse la figura di Gesù Bambino per portare i regali, spostando la data dal 6 dicembre a Natale. Intanto, soprattutto nell’Europa del Nord, rimase ancora San Nicola-Santa Klaus, in più accompagnato da folletti e gnomi delle leggende locali.

Nel frattempo gli immigrati nordeuropei in America portarono con sè tutte queste affascinanti storie e rimasero affezionati a San Nicola, che continuò a portare doni ai bambini americani fino all’Ottocento quando, grazie a poeti e scrittori che recuperarono la leggenda di San Nicola, diventò il personaggio principale del Natale.

Nel 1809 un certo Irving in un libretto descrive Santa Klaus con le caratteristiche che conosciamo tutti e che rimarranno fino ad oggi.

A quel punto l’amata figura di San Nicola-Santa Klaus-Babbo Natale compie così una migrazione inversa e torna in Europa, come Père Noel, Father Christmas o Babbo Natale, sostituendo un po’ ovunque i vecchi portatori di doni, aiutato dai soldati americani sbarcati durante la seconda guerra mondiale e dalla pubblicità della Coca Cola.
Annamaria Persico


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