Museo Archeologico di Lamezia Terme
7 giugno 2017
Museo Archeologico di Lamezia Terme

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Lamezia Terme: il mito di Ligea la melodiosa


Il mito di Ligea è strettamente legato alla città di Lamezia Terme, nel cui territorio quasi sicuramente sorgeva l’antica Terina, la leggendaria e ricca città magno greca dalle origini misteriose.

Di imprecisabile fondazione, Terina fu certamente sottomessa dai crotoniati attorno al VI secolo a.C. mentre l’ubicazione, stando agli ultimi studi e agli scavi più recenti, dovrebbe essere stata in territorio lametino nella zona compresa tra Sant’Eufemia Vetere e le Terme di Caronte.

Qui sono stati rinvenuti infatti i pochi reperti archeologici di Terina, tra i quali diverse bellissime monete sulle quali è impresso un profilo femminile che ritrae la sirena Ligea.

Secondo la leggenda Ligea la melodiosa abitava con le sorelle nel mare di Positano, sui tre scogli detti Li Galli e dagli antichi chiamati Sirenuse. Le sirene, due in Omero ed in Esiodo, tre in seguito, poi anche quattro e più, erano figlie di Forco e Cheto, divinità marittime.

Qualcuno dice anche che erano figlie del fiume Acheloo e di una musa. In epoca tarda diventarono donne il cui corpo finiva a coda di pesce mentre prima ancora erano raffigurate come metà donne e metà uccelli ridotte così da Demetra, dea delle messi, per non aver aiutato la figlia Persefone quando era stata rapita da Ade e trascinata negli Inferi.

Chi batteva il mare aveva un sacro terrore delle sirene perché con il loro canto ammaliante incantavano i marinai, che per loro si gettavano in mare e affogavano. La loro fine fu però tragica: si suicidarono, secondo alcuni per essere state battute da Orfeo o dalle Muse in una gara di canto, secondo altri perché Ulisse, quando giunse nelle loro vicinanze, per resistere al loro canto si fece legare all’albero maestro.

Umiliate nell’amor proprio, negate nella ragione stessa di esistere, annegarono e le onde del mare gettarono di qua e di là i loro corpi: Leucosia, colei dalle candide membra, sul litorale di Posidonia, Partenope, colei che ha corpo di vergine, là dove poi sorse Napoli, e quello di Ligea la melodiosa, la più piccola delle sorelle, sulle spiagge lametine del golfo di Sant’Eufemia.

Ligea fu sepolta sulla riva ghiaiosa dell’Okinaros (cioè il fiume Bagni) dagli abitanti del luogo, i quali eressero alla sirena, secondo Licofrone, un tempio votivo e dedicarono un particolare culto religioso.
Annamaria Persico


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