rosario piccioni
27 settembre 2019

News Lamezia e lametino

Lamezia Terme. Piccioni: «Sentenza Consiglio di Stato inchioda Mascaro monito per tutta la politica cittadina»


La sentenza del Consiglio di Stato mette la parola fine sulla vicenda dello scioglimento del consiglio comunale. Come a novembre 2017, di fronte al terzo scioglimento di Lamezia per infiltrazioni mafiose, tristissimo primato tra i Comuni d’Italia con queste dimensioni, anzitutto come cittadini sentiamo tutta l’amarezza e la preoccupazione per un’altra pagina nera della città che avremmo voluto non fosse mai scritta. Ma lo scioglimento c’è stato e, a differenza di quanti ancora persistono con le solite tesi autoassolutorie, non è un complotto e non è una mistificazione. Questo terzo scioglimento porta delle chiare responsabilità politiche da parte di Mascaro e della sua maggioranza, messe nero su bianco dalla sentenza della terza sezione del Consiglio di Stato.

Di fronte al quadro delineato dall’ultima sentenza, già nelle prime dichiarazioni dell’ex sindaco emerge ancora una volta quell’atteggiamento all’insegna del “negazionismo”, che ha solo fatto danni a questa città. Non esistono sentenze “giuste” o “ingiuste” a seconda delle proprie convenienze. Le sentenze, soprattutto quelle definitive, si rispettano sempre. L’ex sindaco non può enfatizzare la sentenza di primo grado del tribunale di Lamezia, che ha rigettato in primo grado la sua richiesta di incandidabilità, e quella del Tar del Lazio e liquidare come “ingiuste” e “superficiali” le altre.

C’è un passaggio della sentenza del Consiglio di Stato che inchioda tutta la classe politica cittadina che ha portato allo scioglimento alle proprie responsabilità, affermando che “ogni futura azione politica e amministrativa, che risulterà dall’esito delle prossime elezioni, dovrà recidere qualsiasi rapporto, qualsiasi compromesso con il potere mafioso, senza scendere a patti con esso per convenienza o connivenza o mero timore, se vorrà essere autenticamente rispettosa del principio democratico”, sottolineando, con parole molto forti, come la volontà popolare inquinata dal potere mafioso e l’accordo tra politica e mafia vadano ad intaccare la dignità e la libertà delle persone. Parole che certificano chiaramente, a prescindere dall’esito del procedimento sull’incandidabilità, le responsabilità politiche dell’ex sindaco Mascaro che non ha tagliato in maniera netta i rapporti tra la criminalità organizzata e la sua compagine di governo, prima e dopo le elezioni comunali.

E’ un monito che tutta la classe politica cittadina deve far proprio e soprattutto devono far proprio tutti i cittadini, che tra meno di un mese e mezzo si recheranno al voto per eleggere la nuova amministrazione comunale. Non è più tempo per voltarsi dall’altra parte. La sentenza del consiglio di Stato conferma che sulla questione dello scioglimento e su chi ne ha le responsabilità politica non si può stare con un piede in due scarpe, non si può cambiare discorso, non si può mettere tra parentesi. Il primo dovere della nostra comunità è quello di recidere qualsiasi legame con la criminalità organizzata, la zona grigia, con quelle logiche politico-mafiose che soffocano ogni possibilità di crescita per la città.

Di questo e di tanto altro parleremo più ampiamente nell’iniziativa pubblica di piazza Mazzini di sabato prossimo 28 settembre alle ore 18.30.

Rosario Piccioni (Lamezia bene comune)


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