La moneta raffigurante Ligea ritrovata a Terina
9 aprile 2016
La moneta raffigurante Ligea ritrovata a Terina

Cultura, eventi, spettacoli e sport

Lamezia Terme, Terina e Ligea «la melodiosa»


Il mito di Ligea è strettamente legato all’antica Terina, la leggendaria e ricca città magno greca dalle origini misteriose. Di imprecisabile fondazione, fu certamente sottomessa dai Crotoniati attorno al VI secolo a.C. mentre l’ubicazione, stando agli ultimi studi, dovrebbe essere stata nel territorio dell’attuale Lamezia Terme. Qui sono stati rinvenuti infatti i pochi reperti archeologici di Terina, tra cui diverse bellissime monete sulle quali è impresso un profilo femminile che ritrae la sirena Ligea.

Secondo la leggenda, Ligea «la melodiosa» abitava con le sorelle nel mare di Positano, sui tre scogli detti «Li Galli» e dagli antichi chiamati Sirenuse. Due in Omero ed in Esiodo, tre in seguito, poi anche quattro e più, le sirene erano figlie di Forco e Cheto, divinità marittime. Qualcuno dice anche che erano figlie del fiume Acheloo e di una musa. In epoca tarda diventarono donne il cui corpo finiva a coda di pesce mentre prima ancora erano raffigurate come metà donne e metà uccelli ridotte così da Demetra, dea delle messi, per non aver aiutato la figlia Persefone quando era stata rapita da Ade e trascinata negli Inferi.

Chi batteva il mare aveva un sacro terrore delle sirene perché con il loro canto ammaliante incantavano i marinai che per loro si gettavano in mare e affogavano. La loro fine fu però tragica: si suicidarono, secondo alcuni per essere state battute da Orfeo o dalle Muse in una gara di canto, secondo altri perché Ulisse, quando giunse nelle loro vicinanze, per resistere al loro canto si fece legare all’albero maestro.

Umiliate nell’amor proprio, negate nella ragione stessa di esistere, si annegarono e le onde del mare gettarono di qua e di là i loro corpi: Leucosia «colei dalle candide membra» sul litorale di Posidonia, Partenope «colei che ha corpo di vergine» là dove poi sorse Napoli, e quello di Ligea «la melodiosa» sulle spiagge lametine del golfo di Sant’Eufemia dove, secondo la leggenda, fu sepolta dagli abitanti del luogo che eressero alla sirena un tempio votivo e le dedicarono un particolare culto religioso.


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