diana
21 dicembre 2018

Libri e dintorni

Le disavventure di Diana B: «Le cipolle e il Santo Natale»


Caro diario,
sono le 9 di un’altra pesante e lunghissima giornata di dicembre, ed io mi sento sempre più stanca.
Non è facile la vita di noi supereroine, a maggior ragione se si vive in una cittadina della Calabria dove tutto sta andando a rotoli.
Mi sono trasferita a Lamezia Terme da qualche anno, sotto consiglio di mia zia Mary Jo, la quale, avendo appreso la mia vita parallela da eroina, ha pensato bene di mandarmi qui a Lamezia, mentre lei e il suo fidanzato Vincenzo hanno deciso di trasferirsi altrove (ma questa è un’ altra storia di cui parlerò in seguito).

La vita in questo posto potrebbe andare peggio, ma anche meglio.
Ultimamente le cose non vanno molto bene, la città è in mani sbagliate e la gente non sa da che parte stare, perciò, nel dubbio, preferisce rimanere nell’ombra senza esprimersi, o peggio, lavorare sotto banco insieme a soggetti alquanto discutibili.
Il mio lavoro qui è quello di riportare un po’ di serenità e ordine in questa poco ridente cittadina attraverso i miei superpoteri.

Giusto ieri mi è capitato di spostare immense quantità di spazzatura che occupano da tempo ormai ogni angolo della città rendendola invivibile, per fortuna ho questa forza sovrumana altrimenti non ce l’avrei mai fatta a trasportarla nella discarica più vicina!
Durante il viaggio però, mentre guardavo dall’alto la città mi sono accorta che per l’ennesima volta mancano le luminarie natalizie.

Così, una volta conclusa la faccenda della spazzatura, mi sono recata al Comune per chiedere informazioni a riguardo. Nessuno come sempre mi dava retta, perciò ho dovuto incenerire con lo sguardo la pila di fogli che stava sulla scrivania di un segretario: hanno detto che le mettono lunedì.
Anche se mi è dispiaciuto per quei poveri fogli, (amo l’odore della carta, specialmente quella dei libri), mi sono sentita in dovere di farlo, si dice che a Natale sono tutti più buoni, ma come ben sai non è sempre così.
Ora ti devo lasciare, il mio amico Robin deve venire a casa mia ad aggiustare non una, ma ben due tapparelle, le ho rotte perché uso troppa forza, io però ho trovato la scusa dicendogli che fossero vecchie.
Lui, come al solito mi ha risposto con: «Lasciamo perdere».
Maschi! Che vuoi farci!
C’è da dire però che non possiamo far sempre tutto noi donne, dobbiamo attribuire qualche merito anche a loro ogni tanto, però con Robin mi è andata bene, non parla troppo e si dà sempre da fare.
Adora le cipolle fritte, quindi penso che per ringraziarlo inizierò a prepararle, e poi come dicevano gli antichi; il fritto fa bene all’anima!
A presto,
D.


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