more
6 settembre 2022

BLOG-mito, storia e leggende della Calabria e del Sud

In Calabria è tempo di more: proprietà, benefici e ricette delle dolci alleate della salute


E’ tempo di more, ‘a mura i ruvetta in dialetto calabrese, i neri e dolcissimi frutti del rubus fruticosus, il comune rovo selvatico che cresce spontaneo in tutte le nostre campagne e montagne, dove veniva usato anche come muro di confine tra le proprietà.

Qui, tra fine agosto e settembre, le more crescono copiose un po’ dappertutto e vale davvero la pena fare una bella gita per raccogliere un po’ di questi frutti da secoli conosciuti come alleati preziosi della salute.

Le more infatti hanno grandi qualità antiossidanti, perchè contengono moltissime antocianine e flavonoidi, e inoltre sono diuretiche, dissetanti e depurative, in più sono ricchissime di vitamina C e vitamina A e contengono acido folico e aiutano a regolare i livelli di omocisteina, due sostanze importantissime soprattutto durante la gravidanza, ma utilissime anche ai bambini e agli anziani.

Un tempo della pianta si utilizzavano anche radici e foglie, per le loro qualità antiemorragiche, antibatteriche e antivirali, ancora adesso molto usate in erboristeria.

Raccoglietele nere e morbide, quando sprigionano il massimo del loro sapore e delle loro proprietà. Potete consumarle fresche oppure conservarle per l’inverno in vari modi. Noi consigliamo di surgelarle in sacchetti piccoli per poi usarle nelle varie preparazioni o anche per dei buoni centrifugati.

Se poi volete preparare dei buccacci davvero deliziosi, ecco a voi la classica ricetta della marmellata di more selvatiche, da gustare d’inverno per una buona prima colazione o per i vostri dolci made in Calabria.

INGREDIENTI
1 kg di more selvatiche
300 gr di zucchero grezzo di canna (mascobado)

PREPARAZIONE
Lavate velocemente le more sotto l’acqua corrente e mettetele in una pentola possibilmente in alluminio. Uniamo lo zucchero e posizioniamo la pentola sul fuoco. Mescolate bene fino a quando lo zucchero si sarà completamente sciolto, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per un’oretta mescolando di tanto in tanto. Se volete, passati tre quarti d’ora, potete frullare il tutto con un frullatore ad immersione per ottenere una marmellata più liscia ed omogenea.

Intanto preparate i vasetti: lavateli, sterilizzateli in acqua bollente per qualche minuto, fateli asciugare capovolti su un telo perfettamente pulito. Quando la marmellata è pronta (potete verificare mettendone una goccia su un piattino e posizionandolo in verticale: se è densa e scivola piano è pronta), versatela bollente nei vasetti che chiuderete e metterete a testa in giù per 20 minuti. Rigirate i vasetti, fate raffreddare e la marmellata è pronta!
Annamaria Persico (articolo già pubblicato su Reportage del 2 settembre 2017)


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