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24 aprile 2020

Blog

LE RANDAGIATE VERBALI di Daniela Fittante: «Nel più bel sogno dei miei sogni… »


Stamattina mentre stavo tentando di posizionare il paletto dell’ombrellone sul bagnasciuga, tra l’altro senza riuscirci come al solito, pensavo alla meraviglia dell’avere il mare così a portata di mano ed attorno colline verdi e qualche montagna, se non si hanno tante pretese tipo K2.

Alle 9,00 non c’è mai tanta gente intorno ed è un atmosfera che ne ha del magico, anzi ne ha del mistico. Lo sciacquettio delle onde calme, comodamente rilassate nel loro mestiere di andare e ritornare, il venticello tiepido che carezza la pelle e spinge i capelli fin dentro gli occhi, la bocca. Ed il sole, che bello il sole a scaldarmi la pelle. Occhiali da sole…presi. Libro….preso. Telo e stuoia….presi. Fazzolettini….presi. Acqua…sempre a portata di bocca. Allora mi sdraio, guardo per un po il mare ed arrivano tutti i pensieri da trama letteraria. Mah. Mi stendo a godermi questa che si preannuncia una bella giornata, senza tanta gente intorno, che ho bisogno di starmene un po in solitudine.

Troppa mondanità alla fine poi stanca pure. La melodia delle onde e del vento mi fanno addormentare, pancia in giù e sguardo, o meglio, testa verso il mare a guardare, prima, le onde e i kitesurf al largo. Sospiro e sprofondo nel blu dei sogni dorati (io i sogni li faccio con sfondo in blu, che ci posso fare?). Sogno: piove, l’aria è fresca ed appiccicosa, devo stendere le lenzuola che sono ancora in lavatrice, ma che cucino oggi? Squilla il telefono, family, amici, segnalazione chiamata spam….tg, poi Leonardo, poi pennichella sul divano (le migliori) ed ho fatto un bel sogno, mi sembra di ricordare di aver sognato di stare al mare cercando di posizionare l’ombrellone senza riuscirci. Il mare chissà quest’anno…il mare.
Poi mi sveglio e mi sveglio al mare ricordandandomi di aver sognato la pioggia, magari piovesse un po ora a rinfrescar l’aria. Benché sia stata una piacevole mattinata questa al mare, raccogliendo le mie cose per rincasare ho avuto la voglia, quasi la frenesia, l’impazienza che quest’autunno arrivi presto. Ho voglia dei plaid, del camino acceso, del tepore della casa che non ti va di lasciare, un po di pioggia che è un ottima scusa per non uscire. Uffff, mancano ancora mesi prima di poter poltrire un po chiusi in casa in squisita solitudine. Già oggi pomeriggio un inaugurazione, un brindisi con assaggini, poi una riunione, due passi. Ci facciamo una pizza o brioche con il gelato e ci rilassiamo un po dopo tutte ste chiacchiere? e vai, un’altra calda giornata è andata, tra un po è autunno e poi finalmente Natale.
Poi mi sveglio e mi sveglio sul divano e benché sia stata una piacevole pennichella questa sul divano, sotto al plaid, a metà primavera, avrei voluto un giorno a mare, pieno di gente rompiscatole con le loro radioline, coi palloni ed i bambini che ti sgocciolano addosso correndo dalle mamme, l’odore dell’abbronzante, i fidandatini accanto (quelli ci son sempre), il rumore dei motoscafi, insomma rivorrei una giornata tipo e non importa che non sia delle migliori che ho avuto.
Rivoglio il mio tempo, tutto qua.


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