candelora
2 febbraio 2020

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L’Editoriale di Francesco Polopoli: «Alla Candilora, ‘a virnat’è ffhora!»


È un modo di dire lametino che nulla ha a che vedere con le calende del calendario classico: intanto, cos’è la Candelora, questa sconosciuta, avrebbe detto il buon Manzoni! Detto in soldoni, è la festa della Presentazione al Tempio di Gesù, celebrata dalla Chiesa cattolica, per l’appunto, il 2 febbraio, nonché il rito della Purificazione della SS. Vergine Maria, secondo le antiche prescrizioni palestinesi. Si parla di Candelora perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”. Al di là del significato religioso, che resta sacrosanto, ho avuto modo di constatare come la giornata delle cere sia alla base di numerosi proverbi dialettali meteorologici, spesso in disaccordo tra di loro:
a Napoli: a Cannelora Vierno è fora! Risponne San Biase: Vierno mo’ trase! dice a vecchia dint’ a tana: …nce vo’ ‘nata quarantana! cant’ o monaco dint’ o refettorio: tann’ è estate quann’ è Sant’Antonio!

(«alla Candelora l’inverno è finito! Risponde San Biagio “L’inverno ora inizia!”. Dice la vecchia dentro la tana “Ne mancano ancora 40″. Canta il monaco dal refettorio “L’estate arriva quando viene Sant’Antonio”».
In Umbria: «a la Madonna Candelora de l’inverno semo fora,
ma se piove e tira vento, de l’inverno semo dentro».
(“il giorno della Candelora siamo fuori dall’inverno, ma se piove o tira il vento, andiamo dentro nel (pieno) inverno”).

Più in su, al Nord, “per la santa Candelora se nevica o se plora dell’inverno siamo fora ma se l’è sole o solicello siamo sempre a mezzo inverno”.
Qualche testo lirico popolare fa addirittura i pronostici: «Delle cere la giornata / ti dimostra la vernata, / se vedrai pioggia minuta / la vernata fia compiuta, / ma se vedi sole chiaro / marzo fia come gennaro».
Quanto mi va di sottolineare, a proposito di almanacchi, è il fatto che quest’anno è una data eccezionale perché palindroma. Cosa voglio dire!? 02 02 2020 è una data che si legge indifferentemente da sinistra a destra e viceversa, così come l’1 febbraio 2010 (01 02 2010) e il 21 febbraio 2012 (21 02 2012). Non può che essere salutata con un sorriso, allora: non è che capiterà a tutti una congiuntura cronica, cioè cronologica, di questo genere, capiamoci! E se qualcuno ci dirà anno bisesto, anno funesto diciamogli di guardare questi numeri senza darli, perché il pensiero positivo è sempre un attrattore di bene per sé e tutti i nostri viciniori. Intelligenti pauca…
Francesco Polopoli


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