Foto di Domenico Caruso
14 luglio 2019
Foto di Domenico Caruso

Copertina

L’Editoriale di Francesco Polopoli: «Bambola: chissà quanto le mancherai!»


M’affaccio alla finestra e vedo il mare: / vedo le stelle passare, onde passare: / un guizzo chiama, un palpito risponde. / Ecco sospira l’acqua, alita il vento: / sul mare è apparso un bel ponte d’argento. / Ponte gettato sui laghi sereni, / per chi dunque sei fatto e dove meni? (Giovanni Pascoli).
Anche l’acqua è un «nido familiare», fintanto che non annida quella disumanità, che da più parti sta ancorando, senza farci approdare ad alcun porto sicuro, letterariamente parlando! Se trasferisco queste considerazioni ad una giornata trascorsa al mare, mi vengono pure i bordoni: una bambola sospinta dai flutti sul bagnasciuga di un lido calabrese.

Gli occhi rivolti al cielo, a braccia aperte senza il calore umano di chi l’ha gelosamente stretta a sé. Qui trovo imbroccate le sagge parole di Friedrich Georg Jünger: ‹‹la bambola nella vetrina di un negozio di giocattoli non è ancora un giocattolo e non lo diventerà mai, se non tra le braccia di un bambino. Una merce non è mai un giocattolo, e un giocattolo non è mai una merce››: sembrano proprio animarla, mentre sto lì ad incrociare l’azzurro raggelante dei suoi occhi. E mentre dei bischeri con secchi e paletti s’incoronano re con i loro castelli di sabbia, sotto gli ombrelloni ognuno compone il suo sudoku o le comunissime parole crociate del proprio Summertime. Alle spalle: aquiloni prendono il volo stretti al filo della felicità di non pochi spiaggianti; di petto, invece, traiettorie di qualche pedalò o materassini su flessibili moti ondosi.

Si sta bene a mare, già! La mia coscienza urla, al contrario! Quella bambola mi rimbalza come verosimile conforto ad una iniqua e ingiusta angoscia puerile: chissà chi la starà cercando o chi la piange, mi chiedo. I bambini non devono soffrire: so solo questo nel mio cuore; anche quella piccola migrante, aggrappata al sogno di un altrove più accogliente, lo chiede lassù, in preghiera, mentre perde la sua bionda pupetta di tutte le sue piccole stelle cadenti. Mi domando che ci si tuffi a fare, allora, se ultimamente rimiamo e remiamo col tridente di Nettuno!? Questo rastrello confligge col senso più profondo dell’uomo: e abbiate il decoro poi di non giustificare con una becera misurazione di consensi in percentuale una sorda e passiva rassegnazione e accettazione di disumane discriminazioni razziali. Laddove ‹‹il legale›› non combacia col ‹‹sociale››, è sicuramente il secondo a dover prevalere, in nome di un’etica, che è imprescindibile fondamento di ogni civiltà umana. Vale qui la regola della disobbedienza civile, reale credo di fede! Non ci resta, a questo punto, che confidare nella Magistratura che è l’organo sovrano di giustizia, per tutte quelle volte in cui la politica perde ‹‹i lumi della ragione››, risponderebbe il buon Montesquieu: i magistrati, e concludo, in tutto quel ‹‹magis›› iniziale, alla latina, ne sanno decisamente ‹‹di più››, né tanto meno possono arretrare di fronte alle impennate di alcuni ministri che, col tutto dispiacere per loro, ne sanno certamente ‹‹minus››, ‹‹meno››, cioè, in confronto a loro.
Francesco Polopoli


Leggi anche...



News Lamezia e lametino
Vaccini antinfluenzali: somministrazione gratuita a...

Al via la campagna vaccinale gratuita promossa dal Rotary Club di Lamezia Terme insieme al...


Cultura, eventi, spettacoli e sport
Confartigianato Catanzaro lancia il progetto...

Confartigianato Catanzaro si propone di contribuire alla valorizzazione del centro storico del...


News Lamezia e lametino
Lamezia Terme. Bevivino (presidente Multiservizi):...

Nel rispetto dell’Azienda che rappresento e dei suoi dipendenti, ho il dovere di intervenire...


Cultura, eventi, spettacoli e sport
A Lamezia VINILICA33: la musica in vinile suona al...

Secondo appuntamento di ViniliCa33 con protagonisti la musica, i dischi e i ricordi del...