Quinto Orazio Flacco:
ritratto immaginario di Giacomo Di Chirico
27 ottobre 2019
Quinto Orazio Flacco: ritratto immaginario di Giacomo Di Chirico

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L’Editoriale di Francesco Polopoli: «Euro sì, euro no. La parola ad Orazio… »


A dire il vero, si tratta di una gaffe studentesca che ha il solo merito di avviare una discussione sulla moneta unica europea, finché c’è!
«Scandit aeratas vitiosa navis cura nec turmas equitum relinquit, ocior ceruis et agente nimbos ocior Euro».

Ora, senza pensare ad un Orazio profetico, è solo vate (sic est!), «quell’ocior Euro» non sta assolutamente per «occhio all’Euro»: come errore è blu pieno, a tutto tondo, per l’intero foglio! È vero che l’uscita dall’euro continua, in modo strisciante, a circolare nel dibattito pubblico, ma da qui a scomodare il nostro Classico ce ne vuole, direi! Rispondendo al fulmicotone, il discorso è molto più ampio di quanto possiamo immaginare; senza pensare ad una forma di brexit, fra un euro intoccabile e un euro irriformabile, forse è più possibile optare per una terza via: una sua riforma, cioè! E a questo punto serve tanta poesia, ovvero un po’ di sensibilità; e qui il nostro uomo di Venosa non è assolutamente «Flacco», anzi cade proprio a fagiolo!

Tornando a noi, per non lasciare alcuna cosa in sospeso, la traduzione del brano lirico d’apertura, sul piano semantico, è più o meno questa: «sale sulle navi rostrate il male dell’angoscia, e corre insieme agli squadroni dei cavalieri, più svelto dei cervi, più veloce dell’Euro che addensa le nubi».
A scanso di equivoci, per concludere, nella mitologia greca, Euro (in greco antico: Εὖρος, Êuros), solitamente effigiato avvolto in un grande mantello, era figlio di Astreo e della dea Eos (quella che epicamente Omero definiva «dalle rosee dita» e che si alzava ogni mattina per portare la luce del giorno agli uomini, «ergo», l’annunciatrice del giorno).
Che questi, alla pari di sua madre, sia «luciferino» senza essere diabolico?
Beh, il buon giorno si vede dal mattino…
Lux fiat…
anche a piazza Affari!
In ogni caso, vale per noi lametini, quasi in forma apotropaica, il detto «cchjù nnìura d’a’ menzannòtti ‘un ppò bbinìri»: per la serie, no problem!

Francesco Polopoli


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