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L’Editoriale di Francesco Polopoli: «Gossip di fine anno»


Stanchi della retorica dei discorsi di fine anno, per il doppio Venti del terzo Millennio chiudo con una paparazzata storica. Quale? Parto da questa: «secondo le cronache in punto di morte papa Giovanni XII rifiutò l’estrema unzione, perché pensava di essere posseduto dal demonio».

«La morte, dovuta a un ictus, si dice lo colse nel 964 proprio mentre si trovava in dolce compagnia di una donna, per di più sposata». A riferirlo è il più importante “gossiparo” del tempo: Liutprando da Cremona. Costui avrà fatto invidia a Pietro Aretino, sicurissimamente! Chi erano i paparazzi di quei tempi, oltre a qualche curioso cronista come lui? I Cantori, i menestrelli e i giullari, decisamente, che diventarono gli altoparlanti delle marachelle dei cortigiani, alzando l’asticella dell’audience già da allora.

Ah non dite che il re di Dagospia offra ai curiosoni i notiziari più farciti: io ritengo che la Divina Commedia come tabloid scandalistico di tutti i tempi lo metta KO: Paolo e Francesca vale più di Pratiful, per quel che mi riguarda! Giacché ci sono, provo a dire, a questo punto, qualcosina sui gossip, visto che l’aneddotica la chiamiamo così, oggi, scusandomi anticipatamente per il pleonasmo! Questa voce anglosassone, derivata dall’antico inglese godsibb ‘padrino’, nel sedicesimo secolo, assunse su di sé sempre più una semantica femminile: apparentemente è un male, potremmo dire, perché pregiudizievole di genere, ma in realtà è un modo, e lo scoprirete di seguito, di spuntarla su un mondo fortemente maschilista. Ma una cosa alla volta… Iniziamo a dire che, secondo l’esperto francese di comunicazione Jean-Noel Kapferer, è la prima forma mediatica del mondo cittadino (KAPFERER J.-N., Le voci che corrono. I più antichi media del mondo, Longanesi, Milano 1988, 95).

Una precisazione: gli etimologi inglesi fanno derivare, poi, queste (social) abitudini dalle discussioni tra le donne che si riuniscono in occasione di un lieto evento (quale potesse essere la nascita di un figlio, ad esempio!). Detto ciò, dal punto di vista antropologico, e qui entro nel tema più vivo dell’argomentazione, questo fare è una delle prime conquiste femminili. Dal momento che il gentil sesso era del tutto estromesso dalla vita pubblica, pettegolare era il chiaro segno, forse non del tutto consapevole, di una reazione al predominio maschile: un modo per ritagliarsi uno spazio in cui la opinione infiocchettata di rosa potesse avere valore. Con il commérage, che si avvicina al lametino cummaraggiu (dal latino commater, «madrina»), «le donne si riprendevano quel diritto che gli uomini rifiutavano loro, discutendo non solo del sociale, ma anche dei suoi lati occulti. Private di vita pubblica, quindi, le donne rendevano pubblica la vita privata (Kapferer)».

Francesco Polopoli


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