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29 settembre 2019

Copertina

L’Editoriale di Francesco Polopoli: «Il look dell’ipocrisia!? Qualche lacrima di coccodrillo. E così sia… »


Piangere «lacrime di coccodrillo» è un modo di dire pan-europeo: l’inglese (crocodile tears) e il francese (larmes de crocodile) non sono gli unici linguaggi a tesaurizzare un’immagine, che è ben cristallizzata nella notte dei tempi. Intanto, è lecito chiedersi preliminarmente cosa sia sotteso a tale espressione. Beh, sul piano semantico, si qualifica un atteggiamento, che non è un buon tipo umano, assolutamente! Chi commette una cattiva azione di proposito e poi finge di pentirsene: un brutto ceffo, come avrebbe chiosato il nostro Manzoni. Chissà quanti ne potremmo censire oggi, perché no, anche attraverso dei semplicissimi sondaggi, cui la stessa politica è abituata da un bel po’ di tempo, oramai! Comunque, per i tanti nostalgici dello Zecchino D’Oro, fortunatamente, fa da contrappeso, a tutto ciò, uno dei testi più visitati delle sue edizioni:
Il coccodrillo come fa
Non c’è nessuno che lo sa
Si dice mangi troppo
Non metta mai il cappotto
Che con i denti punga
Che molto spesso pianga
Però quand’è tranquillo come fa ‘sto coccodrillo?

Meno male, mi va di aggiungere, a brevissimo commento: altrimenti avremmo demonizzato questo lucertolone, proprio così! Tornando a noi, grazie ad una fonte plutarchea, scopro una terminologia pressocché simile nell’antica Grecia: le lacrime megaresi (gli abitanti di Megara erano ritenuti particolarmente ipocriti e falsi dagli ateniesi). Da lì, attraverso degli adagi medievali («plorat et devorat», «instruit insidias lacrymis»), si è passati al mondo anglosassone, che ne ha rinforzato il senso figurato.

«O devil, devil! If that the earth could teem with woman’s tears, Each drop she falls would prove a crocodile».
(William Shakespeare, nell’Otello)

Traduzione: «Demonio, sì, demonio! Se la terra potesse partorire fecondata da lacrime di femmina, ogni goccia sarebbe un coccodrillo!».

Attualmente, facendo un salto virtuale con la Macchina del Tempo, constatiamo che questi lucciconi, oggidì, fanno pure tanto audience. Eccome!!! Basta guardarsi in giro: non è tanto difficile! Attenzione, quindi! La forza idraulica più potente della giungla umana è molto sottile, se non machiavellica, persino ad occhio nudo: ed il bello che quante ce ne beviamo, poffardina!
Francesco Polopoli


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