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8 marzo 2020

Copertina

L’Editoriale di Francesco Polopoli: «In media stat… virus»


Chiedendo venia, per un po’ di latino maccheronico, tra l’altro suggerito da un post virale (puru chistu mianzu infettu, mò ci vò, alla lametina!), proseguo in stile ciceroniano, dal momento che tutti i media ci hanno reclutati come possibili figuranti per un futuro film da zombies.

Almeno con le lingue morte non si corre il rischio di letargizzare il cervello: e per scelta decido di scrivere questo pezzo alla romana, malgrado lo saldi solo io questo rendi-conto, currenti calamo (solo per quello!), pur lasciando liberi i lettori di degustarlo à la carte (questo, per inciso, l’ho imparato dalla Gruber!).

“Coronaeviri” morbus ubique sollicitas habet nationes; in Sinis autem, ubi contagio orta est, gubernatores acriter laborant non solum ne suus populus laedatur sed etiam ne in reliquum orbem transeat. Ita dicitur. “Sub strenua ductione Sinensium, cooperantibus reliquis nationibus, fidentes possumus hoc virus exstirpare” dixit Xu Bu, qui est eorum legatus. In hoc momento opus est prudentia omnium civium: exempli gratia munditia est salutis provisio. Denique melius est non esse coram populo, quia contactus expedit pestilentiam.

Una piccola chiosa. Quando arrivano le catastrofi, siano esse terremoti, pandemie o invasioni di locuste, molti pensano all’ira di Dio per le nostre malefatte. Per contrasto mi va di sottolineare come Apuleio nelle Metamorfosi ricordi proprio i fedeli di Iside dire a proposito di Lucio che, restituito a sé stesso, abbia meritato la beatitudine. Sintassi da coronavirus: lascio così, però! Insomma, tutto bene quel che finisce bene o, che è lo stesso, la quiete dopo la tempesta, a mani giunte, sempre, che è meglio di questi tempi !

“Felix hercules et ter beatus qui vitae scilicet praecedenti innocentia fideque meruerit tam praeclarum de caelo patrocinium”-
Comunque, per chiudere il cerchio, c’è una preghiera portoghese, fatta propria per questa virosi in corona. Allorquando scoppiò una violenta pestilenza, le monache di santa Chiara elevarono questa supplica al Cielo e pressoché immediata fu la cessazione del contagio.
Che dire!? Diciamola tutti… non si sa mai!

Stella Cœli extirpavit
Quæ lactavit Dominum
Mortis pestem quam plantavit
Primus parens hominum.
Ipsa Stella nunc dignetur
Sidera compescere,
Quorum bella plebem cædunt
Diræ mortis ulcere.
O piissima Stella Maris
A peste succurre nobis;
Audi nos, Domina
Nam Filius tuus nihil negans
Te honorat.
Salva nos Jesu
pro quibus Virgo
Mater te orat.
℣. Ora pro nobis, Sancta Dei Genitrix.
℞. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

Oremus.
Deus misericordiae, Deus pietatis, Deus indulgentiae, qui misertus es super afflictione Populi tui, et dixisti Angelo percutienti Populum tuum: contine manum tuam ob amorem illius Stellae gloriosae, cujus ubera pretiosa contra venenum nostrorum delictorum quam dulciter suxisti: praesta auxilium gratiae tuae, ab omni peste, et improvisa morte secure liberemur, et a totius perditionis incursu misericorditer liberemur. Per te Jesu Christi Rex Gloria, Salvator Mundi: Qui vivis, et regnas in secula seculorum. Amen

Prof. Francesco Polopoli


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