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7 luglio 2019

Copertina

L’Editoriale di Francesco Polopoli: «La prima preghiera per salvare le anime dei nostri Classici»


È proprio così. A farlo in un inciso, di cui è fornita a seguire la traduzione, è Giovanni Mauropode, metropolita di Euchaìta, tra l’altro, uno dei principali autori bizantini dell’undicesimo secolo, che invoca Cristo affinché salvi le anime di Plutarco e di Platone.
«Εἴπερ τινὰς βούλοιο τῶν ἀλλοτρίων
τῆς σῆς ἀπειλῆς ἐξελέσθαι, Χριστέ μου,
Πλάτωνα καὶ Πλούταρχον ἐξέλοιό μοι·
ἄμφω γὰρ εἰσὶ καὶ λόγον καὶ τὸν τρόπον
τοῖς σοῖς νόμοις ἔγγιστα προσπεφυκότες.
εἰ δ’ ἠγνόησαν ὡς Θεὸς σὺ τῶν ὅλων,
ἐνταῦθα τῆς σῆς χρηστότητος δεῖ μόνον,
δι’ ἣν ἅπαντας δωρεὰν σῲζειν θέλεις».
Giovanni Mauropode, Epigrammi, 4 ( = 43 de Lagarde)
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Oggi, nella mente di non pochi, i due autori sopra menzionati sembrano accostarsi sempre più al Carneade manzoniano, per coloro che ancora fanno una lettura integrale dei Promessi Sposi. Cosa buona e giusta per non smarrirsi nelle nebulose, mi permetto di aggiungere!
Di Platone ricordiamo un po’ tutti il mito della caverna: attraverso questo espediente, una parabola, potremmo dire, si afferma che in un “istante”, uno schiavo dell’esistenza viene liberato e condotto alla “luce del sole” riuscendo a vedere il “tutto” nella Verità. Il pensiero non ci sembra assolutamente azzardato, se lo interfacciamo con quello di tanti Padri della Chiesa, che si sono nutriti per loro stessa ammissione del fior fiore del neoplatonismo. Quanto a Plutarco, poi, nessuno scrittore è stato così attuale come lui, considerato sino alla metà dell’Ottocento uno dei più grandi maestri di saggezza, il simbolo per eccellenza della virtù.
Tutti ne hanno subìto l’influsso. E l’hanno amato anche gli scrittori cristiani da Clemente di Alessandria a Basilio di Cesarea, riscontrando in lui una sorprendente affinità di pensiero e di sentimenti: anche per questo taluni hanno finanche ipotizzato che avesse letto il Vangelo, diffondendone il messaggio nei suoi scritti, pur non dichiarandosi cristiano, per timore di poter subire persecuzioni.

Sorprende che il nostro Dante chiami in toto gli autori della classicità ‹‹Spiriti Magni››: dovrebbe farci da monito questa sua considerazione, visto che il Sommo Fiorentino, è Padre di tutti. Gli ectoplasmi, sembra dirci lui, spaventano molto meno rispetto all’orrore di ignorarli: gli errori colpevoli, quelli sì, che fanno errare…eccome! Le selve oscure della postmodernità non guardano bene alle nostre radici: peccato!
Francesco Polopoli


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