Opera di © Alessia Babrow, Gesù Cristo Risorto, 2019, riprodotta su francobollo emesso da Città del Vaticano
5 aprile 2020
Opera di © Alessia Babrow, Gesù Cristo Risorto, 2019, riprodotta su francobollo emesso da Città del Vaticano

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L’Editoriale di Francesco Polopoli: «Nemo propheta in patria: non è un male, poi!»


Il passo è pressoché identico in tutti e quattro i Vangeli: sembra un messaggio a reti unificate, a fare un paragone mediatico!

Persino la filosofia l’ha tesaurizzata: la frase viene, infatti, anche citata da Giordano Bruno nell’ultimo capitolo del De Magia, ove il Nolano tratta della “ligatura originata dalla cogitativa”.

Ma torniamo alla buona novella, materia scottante quanto i carboni ardenti del Filosofo del Campo de’ Fiori:
• Matteo 13, 57: E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua».
• Marco 6, 4: Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua».
• Luca 4, 24: Poi aggiunse: «Nessun profeta è bene accetto in patria».
• Giovanni 4, 44: Ma Gesù stesso aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella sua patria.

Il Nazareno nello stigmatizzare la fredda accoglienza dei conterranei nei suoi confronti fa intendere a chiare lettere le difficoltà di chi non si vede riconosciuto dai propri viciniori: e qui l’elenco potrebbe farsi lungo (familiari, colleghi, concittadini, compaesani, amici) e vantare elenchi interminabili sul groppone più vario delle esperienze individuali.

La sapienza dell’espressione è divenuta proverbiale: tuttora è utilizzata per esprimere la difficoltà che le persone vivono annaspando in ambienti a loro familiari, senza emergere in alcun modo, laddove in ambienti estranei risulta molto meno difficile far valere le proprie capacità. Dal canto mio, ritengo che sia evidenziare un’altra sfumatura semantica a margine di quella tradizionale: senza tradire il testo, di cui rispetto l’esegesi convenzionale, mi viene da sottolineare l’aspetto affermativo della proposizione neotestamentaria.

Il profeta non può, a parer mio, rimanere intra moenia: per sua intrinseca natura, mi va di affermare! Non può essere murato, perché c’è bisogno di lui come ponte. Quindi, il passo biblico non solo tende ad addolcire l’amarezza della resistenza incontrata, ma va a confermare un ’esistenza più autentica quando è moltiplicativa di spazi più vasti. Il letargo non lo prova chi si dirige al largo: quanti vecchi frac, invece, vediamo sfilare dalle nostre parti, con sicumera e presentatarm, senza la melodia di accompagnamento del caro Modugno, che tristezza! I corifei non mancano all’appello, è vero, ma il mondo non è solo una finestra cittadina: il rischio, in questo caso, è di non vedere molto al di là del proprio naso. E poi solo Pinocchio è simpatico!
Francesco Polopoli


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