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3 novembre 2019

Copertina

L’Editoriale di Francesco Polopoli: «Novembre letterario… »


«A Novembre la città si spense in un istante / tu dicevi basta ed io restavo inerme»: sulle note musicali di Giusy Ferreri apriamo un mese che di autunnale ha ben poco almeno da quest’anno. Che sia una stagione di transizione, lo sappiamo da una certa letteratura che liricizza la mitezza della temperatura, grosso modo, fino alla sua prima decade.

Il poeta Giovanni Pascoli dedica, per esempio, all’incanto di questo fenomeno, singolare quanto fugace e illusorio, un componimento in versi intitolato Novembre: «gèmmea l’aria, il sole così chiaro / che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,/ e del prunalbo l’odorino amaro / senti nel cuore…/ Ma secco è il pruno, e le stecchite piante / di nere trame segnano il sereno, / e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante / sembra il terreno. / Silenzio, intorno: solo, alle ventate, / odi lontano, da giardini ed orti, / di foglie un cader fragile. È l’estate, / fredda, dei morti».

Ma attenzione: è l’ultimo ruggito di uno scapolo estivo, perché altrove, tenendo fede alla letteratura paremiologica, i proverbi, cioè, si dice: «per Ognissanti mantello e guanti» oppure «per i Morti la neve negli orti»; ed ancora: «novembre bagnato, in aprile fieno al prato» e «da San Martino l’inverno è in cammino». Quindi, il meteo è rimesso anche alla sapienza popolare, più veritiero, a volte, delle altalenanti previsioni di tutti i giorni. A proposito, proprio in questa mensilità, copiosa è l’attenzione per San Martino, esprimibile attraverso la precettistica di una santa tavola: «per San Martino castagne e buon vino» / «a San Martino il grano va al mulino» / «a San Martino ogni mosto è vino» / «oca castagne e vino per festeggiare San Martino» / «per San Martino si spilla il botticino» / «a San Martino, tappa il barile e assaggia il tuo vino» / «a San Martino, bevi buon vino e lascia l’acqua per il mulino».

Un Santo sommelier, praticamente: mai a nominare un sacerdote in mezzo a cotanta santità, fateci caso! Forse ci ha pensato una prece per sdoganare questo imbarazzo: «per San Renato stura la botte anche il curato». Che male c’è, poi!? Un cicchetto pure per lui! Nunc est bibendum! E mentre ripasso una filastrocca scolastica («trenta dì conta novembre, con aprile, giugno e settembre, di ventotto ce n’è uno, tutti gli altri ne han trentuno»), nel chiudere, rammento il 17 Novembre 2010: in quel giorno l’UNESCO ha dichiarato la dieta mediterranea (stile di vita sostenibile basato su tradizioni alimentari e su valori culturali secolari) patrimonio immateriale dell’umanità. Purtroppo tante nostre abitudini se ne stanno andando a strabenedire: catene alimentari, come McDonald’s, sono nuovi santuari per tanti giovanissimi. E qualcuno pontifica pure con gusto il Santo Patron dei fast food….peccato!
Francesco Polopoli


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