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20 ottobre 2019

Blog

L’Editoriale di Francesco Polopoli: «Qualche peccato capitale di Facebook… »


Anche i social inducono in tentazione, già! Basta navigare uno zinzino, letterariamente parlando, per scoprire sedicenti cultori di tutto lo scibile umano: una legione, cui risparmio l’etichetta di Umberto Eco, che è responsabile, nel seguito dei propri follower, del peccato d’istruzione, esprimibile nel comandamento sinaico di «Non pronunciare falsa testimonianza».

Un esempio? Un quadro liquidato su un face-gruppo come «Il menù di oggi prevede zuppa di Cristo», cui si è accodato un seguito di commenti assonanti: «prendete e bevetene tutti, questo è il mio brodo offerto in sacrificio per voi », «4 santi in padella», «un pranzo della Madonna», «un piatto da Dio!», «zuppa d’agnello», «aggiungi un apostolo a tavola», «rigorosamente a bagno Maria», «Santa madonna, il ragù deve andare a fuoco lento!!!!Abbassate ‘sta fiamma!», «Cristo in brodo», «Agnello, vino, pesce, pane azzimo… tutto insieme», «Il Piatto della Domenica », «Cristorante», «Ok essere il sale della terra, ma non letteralmente», «è per provare se il Corpo di Cristo sappia realmente di pane raffermo », «qui si mangia da Dioooo!!!», «sì, ma a bagnoMaria!», tacendomi, a questo punto, senza andare oltre, perché il troppo storpia.

Ora, senza necessità di commenti a margine, se non altro per l’inutilità del caso, che prevede di sfrondare parole, laddove non servono, voglio semplicemente ricordare quanto ci è stato insegnato come regola principe, sin da piccoli, attraverso quel catalogo proverbiale, che è il catechismo laico della buona educazione: «scherza con i fanti, ma non coi Santi». Detto ciò, il soggetto della rappresentazione pittorica non è Cristo ma San Giovanni l’Evangelista: pertanto, tutte le battute, pur volendo salvaguardare un fondo di simpatia, scaduta a barzelletta fuori tema, sono decontestualizzate! Una precisazione: tra i 407 like di questo post, la maggior parte non si è espressa, peccando di omissione, per parere inespresso; il resto, tre eccettuati, benché uno propenda per San Vito, patrono di Praga, prende più un abbaglio che una Trasfigurazione. Se dovessimo ragionare in termini statistici, meno del 3% sa di quanto ha scritto e personalmente lo trovo un dato preoccupante. Eppure, documentarsi non è poi così tanto difficile: non è che il web corre il rischio di renderci w-ebeti, nel mare magnum della disinformazione e in un sempre più paventato analfabetismo di ritorno?
Francesco Polopoli


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