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16 agosto 2020

Blog

L’Editoriale di Francesco Polopoli: «San Rocco, unto sì ma non untore!»


Si sta generalizzando sempre più un giudizio pregiudizievole per alcune Regioni patologiche senza alcuna ragione: lombardo uguale infetto, ad esempio, ed io personalmente non ci sto! Il Covid ha sollevato paure limbiche di diffidenza e straniamento: ha fatto peggio dei peggiori federalismi e non credo che la cosa faccia bene alla nostra Unità sovraterritoriale. Quando penso a tutto questo caos, generatosi dai primissimi di marzo, mi soffermo sempre più sulle vicende di un appestato straordinario, quale è stato, per l’appunto, San Rocco, uno dei Santi più amati e popolari, invocato nel Medioevo come protettore dal terribile flagello, tanto che il Concilio di Costanza nel 1414 lo invocò per la liberazione dalla quella brutta epidemia diffusasi a macchia d’olio su buona parte della nostra Europa.

Anche noi lametini, a dire il vero, lo abbiamo a cuore come testimonia una brevissima orazione in vernacolo popolare:
Santu Ruaccu pilligrinu
U cualèra è cca vicìnu,
su vulimu alluntanari
a Santu Ruaccu amu di prigari.

Se allargo la geografia delle orazioni, rinvengo un testo curiosissimo accompagnato da qualche scurrilità, addirittura!
«La Madonna del Mal della Vetrana, / dal colera difende Castellana. / Ed il colera per Noci non investe, / che San Rocco protegge dalla peste. / Da Alberobello il mal tiene lontano, / il poter di San Cosma e San Damiano. / Il morbo quel paese non assale / giacché medico è l’uno, l’altro speziale. / Sol Putignano è invaso dai bacilli, / perché suoi protettori sono imbecilli. / Presso Domineiddio pare deciso. / Ogni credito han perso in Paradiso. / Perciò bisogna cambiar padroni / dacchè àn fatto figura di minchioni».

A livello iconico il nostro Santo di Montpellier sembra essere uscito, poi, da un lazzaretto. Una lesione piuttosto evidente ha la forma di una piaga verticale, lineare e ovale che verosimilmente può anche alludere all’incisione di un chirurgo per cercare di porvi rimedio. In qualche altra descrizione persino le mani e gli altri arti vengono raffigurati con le deformazioni derivanti dai postumi del contagio. A San Rocco si appaia un cane, solerte a recargli in bocca un pezzo di pane che, sottratto alla mensa di Gottardo Pallastrelli, serviva a nutrire l’uomo durante la malattia, cui leccava financo le piaghe per accelerare una pronta guarigione. Forse un setter inglese, un Segugio, un pointer… accanto a quell’Unto di Dio! Ricordiamoci di questa narrazione cristiana come attenzione filantropica e come rispetto per gli animali: questo virus ha moltiplicato gli abbandoni senza pietà e senza fare sconto a nessuno, ahinoi!
Prof. Francesco Polopoli


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