rosa d'argento
4 ottobre 2016

News Lamezia e lametino

L’Ordine Francescano di Lamezia consegna a Chiara Piccolo Longo la Rosa d’Argento 2016


Consegnata a Chiara Piccolo Longo la Rosa d’argento Frate Iacopa 2016, riconoscimento che la fraternità lametina dell’Ordine Francescano Secolare ha voluto offrire per il secondo anno a una donna della nostra terra che si è distinta per la sua testimonianza di fede, speranza e carità.

Un segno che, nella sera del 3 ottobre, quando tutta la famiglia francescana nel mondo rievoca l’incontro del Padre San Francesco con Sorella Morte, ricorda la figura dell’unica donna presente al momento della morte di S. Francesco d’Assisi: Jacopa dei Settesoli. «Famosa per nobiltà e per santità nella città di Roma, aveva meritato il privilegio di uno speciale amore da parte del Santo», dice di lei Tommaso da Celano biografo di Francesco d’Assisi.

Una vita segnata dal Mistero della Croce e della sofferenza, l’impegno nel mondo dell’associazionismo cattolico con i Vincenziani e l’associazione Maria Cristina di Savoia, una disponibilità incondizionata ai poveri, agli ultimi, ai sofferenti che ha servito con opere di misericordia corporali e spirituali, con una particolare inclinazione a cogliere la sofferenza degli altri anche quando non veniva espressa: questi i tratti della storia di Chiara Piccolo Longo, che ha ringraziato l’Ordine Francescano e la comunità dei Cappuccini per il riconoscimento, ricordando come siano stati i suoi nonni di Molochio, di cui Chiara è originaria, a ispirarle l’altruismo e la disponibilità verso chi si trova nel bisogno.

E’ stata ricordata inoltre la discrezione con cui Chiara ha messo in pratica il Vangelo della carità nella vita di ogni giorno, senza cercare visibilità o pretendere qualcosa in cambio. A Chiara è stata consegnata una rosa d’argento realizzata all’uncinetto da una sorella della fraternità secolare lametina.

«Una figura, quella di Jacopa, che sottolinea il valore del laicato francescano e l’universalità del messaggio di Francesco d’Assisi che può essere seguito e messo in pratica non solo dai frati ma da tutte le donne e da tutti gli uomini, nel proprio stato e nei propri ambienti di vita», ha sottolineato il guardiano del Convento di S. Antonio Padre Bruno Macrì, spiegando il significato evangelico del riconoscimento che «mette in evidenza il valore della discrezione, di quella testimonianza quotidiana della fede e della carità fatta nel silenzio, senza cercare visibilità e riflettori. Quel bene che viene fatto a maggior gloria di Dio e per l’edificazione dei fratelli».


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