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8 settembre 2020

News

Morte di Willy Monteiro. Il video da ridere degli assassini dopo l’omicidio, l’indignazione social: «NON MERITATE DI AVERE UN CUORE»


L’ultimo contenuto pubblicato sul suo profilo Facebook da Gabriele Bianchi, arrestato assieme al fratello Marco con l’accusa di omicidio preterintenzionale nel pestaggio che ha provocato la morte di Willy Monteiro Duarte a Colleferro (accusati di aver preso parte alla brutale aggressione anche Mario Pincarelli e Francesco Belleggia), risale a domenica 6 settembre alle 6.39. Il video, una stand-up comedy con due scimmie come protagoniste, condivisa dalla playlist «Fulvio e il tossico» (senza che l’autore ne fosse a conoscenza come ha ribadito sui social esprimendo «vicinanza alla famiglia della vittima» e la sua «contrarietà a ogni forma di violenza»), è corredato da quattro emoticon che ridono a crepapelle. Gabriele e il fratello Marco compariranno domani davanti al gip di Velletri per la convalida dell’arresto. La procura di Velletri contesta anche a Mario Pincarelli, 22 anni, e a Francesco Belleggia di 23 il concorso in omicidio preterintenzionale. Si trovano ora nel carcere di Rebibbia. Belleggia ha confessato al suo difensore Vito Perugini lo sconforto: «Sono disperato».«Tornerò a parlare con il mio assistito domani perché oggi non era nelle condizioni di affrontare un colloquio. È distrutto per quanto accaduto» ha riferito il penalista.

Sui social il post di Bianchi dopo l’omicidio scatena subito una valanga di commenti indignati: viene stigmatizzato come l’ennesimo affronto dopo la morte del 21enne di origini capoverdiane nei giardini di largo Oberdan a Colleferro. «Cioè tu pubblichi un video alle 7 di mattina quando già quel povero ragazzo non c’è più!», interviene attonita Nancy. «Tra il 5 e il 6 settembre hai ammazzato un ragazzino innocente — scrive Federica — , sono quasi le 3 del 17 settembre e 19 ore fa stavi postando su Facebook come se niente fosse? Non te lo meriti un cuore nel petto, lo schifo che provo non ha parole adeguate». Scorrendo la cronologia dei commenti spunta lo screenshot di due post, datati 16 e 19 aprile, salvati da un utente prima che l’autore li cancellasse. Nel primo si legge: «Domani rissa che belloooooooo». E ancora, tre giorni dopo: «Che rissa a scuola, bella aleeeeeeeee!!!».

Tra le immagini ripescate dall’archivio, e riproposte dagli internauti che adesso la sbandierano come «premonitrice», quella in cui Gabriele si fa immortalare dietro a un’inferriata che somiglia alle sbarre di una cella (altro contenuto che nel frattempo è stato criptato). Tra gli scatti recenti — siamo al 7 agosto — l’atleta di MMA, acronimo di mixed martial arts (arti marziali miste), esibisce i muscoli sullo sfondo di un mare cristallino prima di tuffarsi dalla barca e solcare le acque su un gonfiabile a forma di unicorno. Sul petto ha tatuata una corona, sull’addome la scritta: «Onora e proteggi la famiglia». Per descrivere il ritratto digita la frase: «Essere maledetto mi benedice». Il 2 settembre pubblica invece un video, «La freccia del vento è un fuggitivo», nel quale si vede un cavallo sniffare strisce di cocaina prima di lanciarsi a velocità forsennata alla guida di un calesse. Scrollando a ritroso la bacheca, il 17 marzo si fa immortalare assieme a un amico, entrambi iper tatuati, alla serata «Rococò» allo Smaila’s Campoverde di Aprilia, risto-theatre con discoteca e cabaret.

Il fratello Marco sulla sua pagina mostra la stessa passione per l’inchiostro inoculato sottopelle: sulle nocche delle dita si fa disegnare la scritta «fuck», sul ventre «familia» in stile chicano (simile a quello delle maras, le bande salvadoregne, ormai sdoganato e diventato di moda anche tra i non affiliati a sodalizi criminali). Sul suo profilo, sul quale soltanto alcuni contenuti sono pubblici, tra i rari filmati visibili a tutti si nota quello di un gruppo di trapper, gli Ice Twins, intitolato Burbe Squad (la squadra del Burberry). Sulla pagina dei musicisti, che tra i loro primi live annoverano proprio il locale di Aprilia frequentato dai fratelli Bianchi, ecco il videoclip di un loro brano: tra i nomi taggati nel post anche quelli di Gabriele e Marco. Tra macchine sportive e abiti eleganti, le rime del brano lanciato il 17 gennaio 2019 fanno così: «Sempre andati controcorrente, sempre andati contro la gente, delle critiche e dei giudizi non ce n’è mai fregato niente. Non ho paura di stare solo, cuore ghiacciato come un ghiacciolo, apro le ali adesso prendo dritto il volo verso il Sud Polo».

L’autoritratto di Marco e Gabriele sul web coincide con il racconto di chi li descrive come degli attaccabrighe: comportamenti che, adesso, ci si chiede perché non siano stati fermati prima. «Non si può morire a 21 anni così. Li conoscevano tutti qui quei due fratelli. Da due anni litigano e picchiano con le stesse modalità, sono stati autori di altri pestaggi». A raccontarlo è Alessandro, un amico di Willy. «Con uno di loro ho litigato pochi mesi fa perché dava fastidio a un mio amico – ha aggiunto – . La rabbia è che non è la prima volta che fanno così. Si poteva evitare».

Si succedono intanto le reazioni politiche: «Willy voleva fare il cuoco, oggi ce lo racconta sua madre. Tutti noi piangiamo questo ragazzo generoso, insieme ai suoi amici e alla sua famiglia. Intitoleremo a Willy un istituto alberghiero del Lazio. Per lui, per il suo altruismo, in sua memoria contro la violenza»: è l’intervento su Facebook del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Che aggiunge: «La Regione Lazio si impegna a pagare le spese legali nel procedimento per la morte di Willy. Non lasceremo da sola la famiglia».«Era un ragazzo d’oro e benvoluto da tutti, gran lavoratore, sognava di indossare la maglia della sua amata Roma. È morto per un gesto di altruismo.Picchiato con ferocia da esseri disumani, ucciso per aver difeso un amico. Una preghiera per lui e un abbraccio commosso alla sua famiglia e ai suoi amici. Tutta la comunità di Colleferro e l’Italia intera chiedono pene esemplari per i maledetti assassini» afferma il leader della Lega Matteo Salvini. Per il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora «di certo con lo sport le bestie che lo hanno ucciso non hanno nulla a che fare, lo sport è rispetto delle regole e dell’altro, non certo prepotenza e violenza. Mi stringo al dolore della famiglia».

Sul fronte dell’inchiesta, è fissata per mercoledì l’autopsia sul corpo di Willy: l’atto istruttorio verrà effettuato all’istituto di medica legale del Policlinico di Tor Vergata. E c’è una quinta persona citata nell’informativa dei carabinieri della compagnia di Colleferro: la procura di Velletri verificherà eventuali responsabilità del giovane, presente sul luogo del delitto, ma che non sembrerebbe coinvolto direttamente nell’omicidio. (Fonte https://roma.corriere.it/)


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