Conferenza-stampa-Okkio-1
17 dicembre 2015

News Lamezia e lametino

Obesità infantile: in Campania e Calabria le percentuali più alte


Contrastare e prevenire l’obesità infantile, è questo l’obiettivo del progetto OKkio alla salute, un sistema di sorveglianza promosso nel 2007 dal Ministero della Salute – CCM (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie) con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, coordinato dall’Istituto superiore di Sanità in collaborazione con le Regioni, che l’Azienda sanitaria di Catanzaro ha messo in atto da alcuni anni con l’obiettivo di raccogliere informazioni sull’eccesso ponderale e sui comportamenti a rischio nei bambini della scuola primaria.

I dati dell’ultima indagine biennale raccolti nel 2014, con particolare riferimento all’area di competenza dell’Asp del capoluogo, sono stati presentati a Lamezia Terme, nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno preso parte il Commissario straordinario, dott. Giuseppe Perri, il direttore del Dipartimento di prevenzione, dott. Giuseppe De Vito, le coordinatrici aziendali e referenti regionali del progetto, dott.ssa Marina La Rocca e dott.ssa Franca Faillace. L’incontro è stato coordinato dall’addetto stampa dell’Asp, dott. Pasquale Natrella.

L’indagine effettuata in tutte le regioni italiane su circa 50.000 bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, e circa 2.700 classi scolastiche coinvolte, ha rivelato che la Calabria, in cui sono stati coinvolti circa 2000 bambini, si colloca al secondo posto per sovrappeso e obesità infantile, dopo la Campania. Un dato allarmante che rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria, soprattutto nelle regioni meridionali, le cui cause sono da ricercare nella eccessiva sedentarietà e nella scorretta alimentazione.

A livello internazionale è ormai riconosciuto che il sovrappeso e l’obesità sono un fattore di rischio per l’insorgenza di patologie cronico-degenerative e una sfida prioritaria per la sanità pubblica. In particolare, l’obesità e il sovrappeso in età infantile hanno delle implicazioni dirette sulla salute del bambino e rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di gravi patologie in età adulta.
«Interessiamoci alla salute dei nostri figli», ha esortato il commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro, dott. Giuseppe Perri «perché non diventino i malati di domani, spesso, infatti, il sovrappeso dell’età infantile è anticamera dell’obesità per gli adulti con il relativo carico di gravi malattie che ne consegue come ictus, ipertensione, diabete, patologie cardiovascolari».

«Gli ictus e gli infarti», ha sottolineato Perri «possono arrivare anche in età precoce, senza un’adeguata prevenzione dell’obesità fin dall’età infantile. È dal 2008 che l’Asp di Catanzaro è impegnata in maniera sistemica in questo programma di sorveglianza nutrizionale. I dati che abbiamo raccolto serviranno a mettere in atto strategie preventive, in linea con i programmi europei, contro l’insorgenza dell’obesità infantile. Relativamente a questo percorso preventivo, la nostra azienda è ad una stadio avanzato rispetto alle altre».

Il dott. Giuseppe De Vito, esprimendo soddisfazione, ha sottolineato «il buon lavoro non solo delle coordinatrici ma anche dei tanti giovani professionisti che hanno prestato servizio volontario».

I dati raccolti sono stati illustrati dalla dott.ssa La Rocca, la quale ha riferito che nell’Asp di Catanzaro 4 bambini su 10 presentano un eccesso di peso, che solo 6 su 10 fanno una colazione qualitativamente adeguata, mentre solo 1 su 3 assume quotidianamente le necessarie porzioni di frutta e solo 1 su 4 di verdura. L’indagine ha fatto registrare anche una scarsa attività fisica, praticata da 5 a 7 giorni settimanali, come indicato dalla linee guida internazionali, solo da 1 bambino su 10, mentre circa 4 bambini su 10 fanno un’ora di attività fisica per soli 2 giorni a settimana. E’ stato inoltre rilevato che sono molto diffuse tra i bambini le attività sedentarie, come il trascorrere molto tempo a guardare la televisione e giocare con i videogiochi.

La buona notizia è che, pur riscontrando percentuali ancora alte di bambini che non si nutrono correttamente e che fanno scarsa attività fisica, nel territorio di competenza dell’Asp di Catanzaro si è registrata una flessione della percentuale di bambini affetti da obesità e sovrappeso, passata nell’ultimo anno dal 19% al 12%, «segno che una buona attività è stata fatta», ha commentato La Rocca «e che lavorare sulla prevenzione ripaga».

«Le informazioni sulla situazione nutrizionale e sull’attività motoria dei bambini delle scuole primarie», ha poi spiegato La Rocca «servono a programmare le azioni di contrasto e di prevenzione, per promuovere sani stili di vita improntati sulla buona alimentazione e attività fisica». Un lavoro che deve coinvolgere anche i genitori che, secondo l’indagine, hanno bassa percezione e consapevolezza dello stato di sovrappeso/obesità dei propri figli, un aspetto che limita la probabilità di successo di interventi di prevenzione.

Le patologie cronico-degenerative determinate dall’obesità in età adulta «oltre a provocare il 60% di tutti i decessi», ha precisato la dott.ssa La Rocca «sono fortemente invalidanti e determinano non solo mortalità elevata ma anche una spesa notevole da parte del Servizio sanitario nazionale».


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