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10 luglio 2018

News Lamezia e dintorni

Oggi a Lamezia i funerali dell’operaio caduto dall’impalcatura. La città si stringe intorno alla famiglia


Si svolgeranno oggi 10 luglio alle ore 17, presso la Chiesa Matrice di Lamezia Terme Sambiase, le esequie di Franco Muraca, 56 anni, morto due giorni fa all’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, dove era stato ricoverato dopo la caduta da un’impalcatura durante alcuni lavori di ristrutturazione di un’abitazione.

Una tragedia che ha colpito l’intera città che piange un uomo conosciuto e benvoluto da tutti e si stringe con affetto intorno alla famiglia.

Sulla vicenda indagano i carabinieri e il cantiere già nell’immediato è stato posto sotto sequestro. Molte le reazioni in città verso quella che è l’ennesima morte sul lavoro in Italia, la numero 389 dall’inizio dell’anno.

Azione identitaria è intervenuta, chiedendo ai commissari straordinari del Comune di proclamare una giornata di lutto cittadino e sottolineando «la necessità di una legge che superi le difficoltà che ostacolano sotto vari aspetti l’adozione di criteri e norme di sicurezza su tutti i luoghi di lavoro e sui cantieri e una legge nazionale che sia indirizzata alla socializzazione delle imprese».

Potere al popolo stigmatizza: «Non si può più morire di lavoro! E’ necessaria un’attuazione di un piano nazionale della sicurezza sul lavoro denunciando i gravissimi limiti legislativi e strutturali, le continue inadempienze del legislatore e degli organi pubblici di controllo nelle aziende. Quello di Lamezia è l’ennesimo incidente sul lavoro, di quelli che in Italia si verificano quotidianamente senza nemmeno fare più notizia. La strage si consuma in un Paese che ha istituito nel 2009 un Osservatorio degli infortuni sui luoghi di lavoro, alle dipendenze dell’Inail, dove i morti costituiscono per l’appunto solo numeri e percentuali. Urge un Piano nazionale della sicurezza sul lavoro».

È di ieri inoltre la notizia dela richiesta di incontro con il prefetto di Catanzaro firmata dai segretari generali delle tre sigle sindacali, Raffaele Mammoliti (Cgil), Francesco Mingrone (Cisl) e Santo Biondo (Uil) per convocare un’apposita riunione e discutere di come affrontare l’applicazione delle norme in materia di sicurezza e di controllo sui luoghi di lavoro e per, come dichiarato il segretario generale della Ust Magna Graecia Francesco Mingrone «mettere in atto un’operazione capillare a scopo educativo che coinvolga tutti gli ambiti sociali al fine di promuovere e diffondere quella cultura di legalità che, unitamente ad un’adeguata formazione dei nostri giovani, saprà guarire e migliorare la nostra società».


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