I calanchi di Orsogna
18 ottobre 2017
I calanchi di Orsogna

Turismo

Orsogna e il vino, la forza di un Sud coriaceo


Abruzzo del Sud, ai confini col Molise, ma con un’aria interna che già dice dell’Abruzzo vero. Distruzioni, tra terremoti e guerre, tante. Eppure Orsogna è qui.
Città volitiva, dinamica, con la costante voglia di affermarsi. Città che resiste in tempi di difficoltà.

E lo fa puntando sull’aspetto produttivo tipico di questi luoghi, famosi per il celeberrimo Montepulciano d’Abruzzo, vitigno che proprio ad Orsogna, che è in provincia di Chieti, trova una delle sue terre preferite e ormai di successo.

Così, questo paesino ai piedi della Majella, munito anche di scenografici calanchi in argilla, i cui vigneti ammiri già arrivando da Lanciano, trova nell’uva e nel suo magico prodotto da tavola il segreto della sua notorietà. Vino prelibato, ma non solo quello.

La città ha le sue attrazioni e con orgoglio, a mo’ di dono comunitario, le offre al visitatore. In primis, un evento importante durante il periodo della Pasqua.

Siamo al martedì subito dopo la Resurrezione, ecco che tutta la città si anima e vive uno dei suoi momenti più civicamente entusiasmanti. Tutti partecipano al momento della realizzazione dei Talami, sorta di raffigurazione reale e visiva (un fatto dunque teatrale e artistico, a proposito Orsogna ha anche un bel teatro, che ha sede nel Palazzo di Città) di eventi biblici, con creazione di simulacri rappresentativi.

Un fatto interessante, al centro anche di studi e analisi di noti antropologi. Attivi soprattutto i più piccoli e i ragazzi del luogo. Un appuntamento che ha reso Orsogna un centro di riferimento per rappresentazioni di questo tipo e che vive anche un’appendice a Ferragosto, in notturna.

Ma Orsogna è anche la città nativa dello scrittore Mario Pomilio, tra gli intellettuali cattolici più importanti del ‘900. È il centro nativo, tra gli altri, del musicista novecentesco Domenico Ceccarossi, cornista di fama mondiale. In suo nome, negli anni scorsi, un importante concorso internazionale, che forse è in procinto di ritornare.

E poi Orsogna è il paese di Raffaele Paolucci, eroe di Pola nel 1918 e deputato, medaglia d’oro al valor militare. Fu anche medico personale di casa Savoia e del papa Pio XII. Qui egli, accanto alla cappella di famiglia dov’è sepolto, volle il Parco della Rimembranza in memoria dei concittadini scomparsi durante tutte le guerre. Vicino a Orsogna (che vanta anche una bella pineta) c’è poi Guardiagrele, cittadina graziosa, che ha potuto conservare un fascinoso centro storico, nota anche per la venerazione di San Nicola Greco.

E se dalle parti della Majella hai Passo Lanciano, nota località turistica invernale, ecco verso la costa Lanciano stessa e poi anche, scendendo, Vasto, zona marina sempre della provincia di Chieti.
Ma davvero ciò che caratterizza questa terra è il continuo istinto alla rinascita, la capacità di ripartire sempre. Si diceva del terremoto.
Nell’800 Orsogna fu addirittura l’epicentro di un forte sisma. Da ricordare anche gli eventi bellici durante il secondo conflitto mondiale, con Orsogna vicina ad Ortona, sede della linea Gustav e poi teatro diretto di più battaglie a dicembre del 1943.

Più di 3.500 le vittime, tra alleati e tedeschi e tantissime chiaramente anche tra i civili.
Orsogna è completamente distrutta dagli alleati (in particolare neozelandesi), perché qui si erano rifugiati i tedeschi. Viene giù il castello baronale federiciano, lo stesso capiterà a molte chiese. Ecco la ricostruzione necessaria, con annessa medaglia d’argento al valor civile. Se poco allora può ammirarsi del centro storico, tanto può invece riconoscersi alla vitalità di questa orgogliosa piccola comunità. Una fierezza che ascolti tangibilmente già parlando coi suoi amministratori, come il sindaco Fabrizio Montepara, che è anche presidente nazionale di Res Tipica (come noto attiva nella promozione e valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano) e vice presidente dell’Associazione Nazionale delle Città del Vino. Ed ecco la suggestiva chiesetta del monastero dei francescani, voluto lì da Giovanni da Capestrano, con piccolo ma favoloso chiostro. Ecco, ancora, l’azienda agrituristica “Le Mignole”, dove è possibile cogliere le essenze della cucina del luogo, gustando anche l’estetica sopraffina di paesaggistiche collinette.

Poggi dominati dai vigneti, caratterizzati dagli aspetti tipici di questa coltivazione. Non mancano ulivi e altra vegetazione, certo: ma è il vigneto a farla decisamente da padrone.
Un panorama spesso fonte di ispirazione per famosi artisti come Francesco Paolo Michetti, che qui soggiornò presso la bella Torre di Bene, ricostruita su ruderi medievali (vi fu ospite anche Gabriele D’Annunzio).

Il vino è ormai l’indiscusso principe di Orsogna.
Proprio nella Torre di Bene sarà presto ospitata, inoltre, la Biblioteca Nazionale Città del Vino, bel traguardo anche questo del sindaco di Orsogna, attivissimo su queste tematiche.
Tre le principali aziende che producono vino: Orsogna Winery, Il Feuduccio e Cantine Cerretano. Tutte e tre le aziende, davvero leader nel settore, si distinguono per i riti caratterizzanti questa coltura.

Ci sono inoltre moltissimi piccoli produttori indipendenti che conferiscono l’uva nelle diverse cantine della zona. Un patrimonio vero, insomma, di questa coriacea città.
Tanti anche gli eventi legati alla produzione del vino, manifestazioni che muovono gente verso Orsogna in più parti dell’anno.

Si pensi a Cantine Aperte, che si svolge a maggio presso Il Feuduccio. Segue ad agosto, di solito il 14, La Notte Rosè, organizzata e messa a punto da Orsogna Winery.
Passando anche pochi minuti presso queste aziende è facile cogliere l’arrivo di massicci carri carichi di uva variopinta, vero marchio identificativo di questo territorio e motivo di interesse per chi raggiunge questa particolare fetta di Italia interna e di Abruzzo.

Terre forse all’apparenza provinciali ma poi invece capaci di raggiungere ottimi livelli di produzione e successo, anche strettamente economico, il che, in tempi di magra e specie al Sud, non fa mai male.

Il vino come sintesi di quel filo conduttore di cui si è detto: la tenacia di Orsogna, la forza di una città che ha saputo sempre narrare a tutti una esemplare forza di volontà.

E il nettare degli dei, qui dalla qualità straordinaria, è il più felice esito di questo radicamento e di una mirabile capacità di crescita collettiva. A ben pensarci, se l’Italia vive e si rafforza, è perché si mantiene proprio su realtà così.Spazi interni che raccontano la vitalità di un Paese intero.
Marino Pagano


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