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11 ottobre 2019

Cultura, eventi, spettacoli e sport

Pax Christi Lamezia: «Il Papa buono e l’Esercito italiano, un accostamento incoerente e pericoloso»


Siamo ormai all’esaurirsi di quello che definire un ossimoro è già di per sé un atto di generosità. La notizia appare su un giornale locale: “Domani, 11 ottobre, sarà grande festa per l’Esercito Italiano. che affiderà ogni suo impegno per le missioni di pace nel mondo al suo patrono San Giovanni XXIII Papa”. Il Papa buono, l’autore dell’enciclica “ Pacem in terris, catapultato in un vortice di illogica incoerenza rispetto al Suo pensiero, fortemente intriso di instancabile ansia di Pace, pietra miliare di un Pontificato che, con il Concilio Vaticano Secondo, ha posto le basi per un rapporto tra i popoli fondato sul dialogo e sul silenzio degli eserciti. Sì proprio sul silenzio degli eserciti, che esistono per opporsi ad altri eserciti mettendo uomini contro altri uomini,per ragioni che col pontificato di Giovanni XXIII, né con la breve esperienza del cappellano Roncalli, hanno nulla a che vedere.

Come non trarre la conclusione che mettere al centro la Pace necessariamente conduce alla logica conseguenza della drastica riduzione del peso degli eserciti? Ce lo ricorda la Costituzione che “l’Italia ripudia la guerra” e, nonostante una norma così imperativa, le spese militari continuano a proliferare: investimenti annuali di 25 miliardi di euro, 68 milioni al giorno, 2,8 milioni all’ora, oltre 45.000 euro al minuto; entro la fine di quest’anno l’Italia può uscire dal costosissimo progetto degli F35 ed è urgente uscirne e senza tentennamenti. Gli F35, infatti, non sono giocattoli ma aerei da guerra abilitati anche al trasporto di testate nucleari ed il loro costo si aggira intorno a 10 miliardi. Nessuno inoltre ci dice il numero esatto di bombe atomiche nelle basi italiane di Ghedi ed Aviano, né è dato sapere che cosa c’è di vero sull’arrivo delle micidiali B61-12. Quante risorse bruciate per iniziative di cui nessuno sente il bisogno e che nulla hanno a che vedere anche con un esercito che “ affiderà al suo patrono San Giovanni XXIII Papa” ogni suo impegno per le missioni di pace nel mondo” .

Pax Christi punto pace di Lamezia Terme è seriamente preoccupata dal fatto che , a fronte della non più rinviabile costruzione di una società nuova e smilitarizzata, stia prendendo corpo, quasi in modo pervasivo, un pericoloso rapporto tra mondo scolastico e mondo militare. Classi di bambini, talora anche piccoli, accompagnati a scoprire “eccellenze e primati tecnologici” distraendoli dallo scoprire, invece, il volto distruttivo e immorale della guerra. Com’è possibile educare in questo modo alla pace ? Un’ultima domanda! A quale altro patrono l’esercito italiano affiderà gli eventuali suoi impegni nei teatri di guerra e nella corsa agli armamenti, ai quali solo un miracolo potrebbe indurlo a non partecipare?
Per Pax Christi
Fiore Isabella


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