Pd, da Boccia a Delrio e Franceschini: "Zingaretti resti"
4 marzo 2021

News

Pd, da Boccia a Delrio e Franceschini: “Zingaretti resti”


(Adnkronos)

Nicola Zingaretti annuncia le dimissioni da segretario – “Nel partito si parla solo di poltrone, mi vergogno”, scrive – e si alza il coro di ‘no’ fra i dem che chiedono al leader di ripensare alla decisione e di rimanere al suo posto. Da Boccia a Delrio e Franceschini, passando per Orlando e Provenzano, ecco chi vuole che Zingaretti non si dimetta.


Leggi anche

“Nel momento più drammatico della storia recente del Paese e nel momento più difficile della storia del Partito democratico, Nicola Zingaretti è stato un faro sia per il governo che per il Pd. Credo che nessuno possa mettere in dubbio fatti oggettivi, oltre alla sua serietà e alla sua lealtà verso la comunità dem. E penso che l’Assemblea nazionale abbia una sola strada: chiedergli di restare segretario del Pd che, grazie alla sua guida, è uscito da uno dei periodi più bui della sua storia”, così su Facebook il deputato Pd, Francesco Boccia.

“Abbiamo sulle spalle non solo il destino del Pd ma una responsabilità più grande nei confronti di un Paese in piena pandemia. Il gesto di Nicola Zingaretti impone a tutti di accantonare ogni conflittualità interna, ricomponendo una unità vera del partito attorno alla sua guida”. Lo scrive Dario Franceschini su Twitter.

“In un momento così grave e difficile per il Paese il Pd ha bisogno che Nicola, che ha sempre ascoltato tutti, rimanga alla guida del partito. Il dibattito interno è fisiologico e non deve essere esasperato. Ritroviamo insieme la strada”. Lo scrive su Twitter il presidente dei deputati Pd Graziano Delrio.

“Occorre chiedere a Zingaretti unitariamente di ripensare la sua decisione. Il Pd in un momento così difficile ha bisogno di un riferimento affidabile per affrontare le sfide della fase che abbiamo di fronte”. Così ai microfoni di Rainews 24 il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando.

“La decisione di Nicola Zingaretti mi addolora. Ne comprendo le ragioni. Spero ci sia lo spazio per un ripensamento. Il Partito Democratico ha bisogno della sua onestà, passione e intelligenza politica”. Così Goffredo Bettini, membro della direzione nazionale del Pd, commenta con un post su Facebook.

“Nicola Zingaretti ci ripensi, l’assemblea del Pd respinga le dimissioni del segretario. Ci ripensino anche quelli che, in queste ore, hanno logorato il Pd. Siamo in gran tempesta, serve un nocchiero e un equipaggio. Anche per discutere, insieme, di come cambiare a fondo”. Lo scrive su Twitter l’ex ministro dem, Peppe Provenzano.

“#dimissioniZingaretti. A forza di tirarla la corda si rompe. Da Nicola Zingaretti ancora una volta un atto di responsabilità e generosità dopo gli appelli dei giorni scorsi caduti nel vuoto di interviste e accuse mentre la gente muore per il Covid. L’assemblea nazionale ne discuterà”. Così Stefano Vaccari, responsabile organizzazione Pd, su Twitter. “Il segretario a febbraio aveva proposto un Congresso sull’identità del partito, negli ultimi due mesi ha fatto appelli perché la discussione si sviluppasse negli organismi dirigenti, tutti appelli caduti nel vuoto, ogni giorno c’è stato uno stillicidio di dichiarazioni, interviste tese a demolire la credibilità complessiva del partito. I dirigenti territoriali sono sbigottiti, stanno organizzando una raccolta firme sulla permanenza degli organismi dirigenti alla guida del Pd”, dice quindi Vaccari all’Adnkronos.

“Non posso immaginare neanche lontanamente che il nostro segretario Zingaretti, eletto al 70% appena due anni fa, voglia dimettersi solo perché colpito dal fuoco amico, quotidiano ed irresponsabile, della minoranza del Pd. Minoranza che per prima, con grande spirito unitario, Nicola aveva coinvolto a tutti i livelli, fino alla segreteria nazionale. Lor signori sappiano che non l’avranno vinta semplicemente perché i loro motivi non sono né politici né valoriali: dicano apertamente che vogliono il congresso solo per determinare un nuovo posizionamento ‘al centro’ e per conquistare il potere di fare le prossime liste per quando si voterà, forse tra un anno”. Così la senatrice del Pd Monica Cirinnà, dopo l’annuncio. “Il nostro popolo a gran voce sta chiedendo a Nicola di ripensarci, di restare al comando di questa nostra nave che sta faticosamente affrontando la ‘tempesta perfetta’ voluta dai nostri nemici esterni ed interni. Penso soprattutto ai tanti nemici interni, falangi restate nel Pd per farci implodere. E’ ora di parlare chiaro: partecipiamo con sofferenza al governo Draghi, che percepiamo come parzialmente estraneo, ma che dobbiamo sostenere lealmente per il bene dell’Italia scossa dalla pandemia. La nostra azione politica resti centrale, andiamo all’Assemblea nazionale, chiedendo a Zingaretti di restare, e stabiliamo tempi e modi di un congresso rifondativo del Pd, come unica grande forza popolare della sinistra italiana”, conclude.

“Il primo pensiero va al nostro Paese in lotta contro la pandemia: ora ognuno di noi deve fare il suo dovere, dando il meglio senza pensare ad altro. Il Pd si nutre di dialogo leale e il segretario Zingaretti ha il compito e l’onore di continuare a guidarlo”. Lo afferma la vicepresidente del Pd Debora Serracchiani.

“In questi mesi noi di Energia democratica abbiamo lavorato con lealtà con Nicola Zingaretti per il bene del Paese. Penso come lui che il nostro partito abbia il dovere di tornare a concentrarsi, unito, sulle emergenze in atto con serietà e responsabilità. E per questo mi auguro che l’Assemblea nazionale possa convincerlo a rimanere segretario”. Lo scrive in un post su Facebook Anna Ascani.

“Nicola ha fatto bene a porre il tema. Il suo è un gesto di grande coraggio e dignità. Il popolo democratico però ha solo un capitano, eletto peraltro con una grande maggioranza”. E’ quanto dichiara Enrico Gasbarra, membro della direzione nazionale Pd. “Bene aver aperto il dibattito – continua Gasbarra -, bene fare chiarezza, bene fermare le correnti di palazzo ma con la guida di Nicola Zingaretti. Chiedo a Nicola di sacrificarsi ancora e di rimanere alla guida del partito perché il Pd, ma soprattutto il Paese, ha bisogno di lui”.

“Piena e totale solidarietà a Nicola Zingaretti, che nei due anni da segretario ha tracciato un percorso che ha portato il Pd ad essere un partito ampio, inclusivo, perno dell’azione di governo e apprezzato dagli elettori. Spiace che Nicola sia stato bersaglio di troppi e ingiusti attacchi, anche di tipo personale. Scenari di guerriglia interna non degni di una vera e sana politica. Quella di oggi è una scelta che pesa per tutti noi, la mia personale speranza è che nell’Assemblea nazionale del Pd si possa ricucire lo strappo”. E’ quanto scrive in una nota il segretario del Pd Lazio, senatore Bruno Astorre.

“Comprensibile e condivisibile lo sfogo di Zingaretti, ma Nicola deve rimanere e continuare il suo mandato con la rinnovata spinta dell’Assemblea. Non si può delegittimare ogni volta il leader di turno, men che meno in questa fase di crisi sanitaria ed economica. Le beghe interne avrebbero dovuto essere relegate sullo sfondo, invece hanno prevalso sui temi e sulle scelte strategiche, sulle grandi sfide del futuro. Il Pd parli al paese discutendo profilo, indentita’ e missione nel nuovo governo Draghi”. Così Matteo Ricci, coordinatore dei sindaci Pd e presidente Ali (Autonomie Locali Italiane).


Leggi anche...



News
Ruby Ter, attesa domani sentenza stralcio Siena....

La sentenza per lo 'stralcio senese' del processo Ruby ter, che vede imputato Silvio...


News
Von der Leyen su Erdogan-Michel: “Mi sono...

Ursula von der Leyen si è sentita "sola" come "presidente", come "donna" e come "europea"...


News
Difesa Lombardo: “Non c’è mai stato...

(dall'inviata Elvira Terranova) - "Non c'è mai stato alcun patto politico-mafioso". Lo ripete...


News
Riaperture Italia, Speranza: “Possibili da...

Riaperture? "Lecito aspettarsele per maggio". A dirlo è il ministro della Salute Roberto...