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16 febbraio 2020

News

PSP: «Agenda di Governo per la Scuola, ecco i temi caldi»


I Partigiani della Scuola Pubblica, i Comitati Lip per la Scuola della Costituzione e Professione insegnante denunciano lo stallo politico e le intenzioni di pezzi del Governo di mantenere lo status quo della Legge 107 del 2015, che portò il mondo della Scuola al grande sciopero del 5 maggio del 2015, indetto da tutte le sigle sindacali. Inoltre all’orizzonte, ma incombenti, l’obbligo di formazione dei docenti per un centinaio di ore a titolo gratuito e l’autonomia differenziata che, se dovesse colpire la scuola, cosa quasi certa, di certo procurerà dei danni irreversibili sui dipendenti della scuola tutti e sugli alunni che non avranno le medesime possibilità formative dei compagni residenti in regioni ben più ricche.

L’abolizione della Chiamata diretta e degli ambiti territoriali, passata già al Senato, sta incontrando altri ostacoli nella nuova maggioranza di Governo alla Camera.
PD, Italia Viva e Forza Italia si mettono di traverso sul provvedimento.

In particolare, è svelata la doppia agenda sulla Scuola messa in atto dal Partito Democratico, che mentre lancia da qualche tempo messaggi rassicuranti su aumenti di stipendio scarsamente credibili perché inciderebbero di almeno 10 mld di euro sul bilancio dello stato, dall’altra parte pretende di mantenere le posizioni della legge 107, anche quelle più assurde e sconfessate dai fatti, quali la chiamata diretta e gli ambiti territoriali, addirittura a prezzo di condannare i docenti assunti o diventati soprannumerari tra il 1 settembre 2015 e il 31 agosto 2019 a rimanere titolari su ambito territoriale e soggetti quindi alla contrattazione precaria prevista dalla “Buona Scuola”.
Inoltre si profila all’orizzonte la temuta autonomia differenziata che arrecherebbe solo danni alla Scuola Statale e di questo, ne abbiamo sempre parlato ampiamente sia a mezzo stampa sia nei convegni sul tema.
Infine la ministra Azzolina ha messo nero su bianco nell’atto di indirizzo politico-istituzionale che il prossimo contratto nazionale dovrà definire il monte ore annuale obbligatorio per la formazione, ma inserire nel contratto le ore spese dai docenti per la formazione, comporterebbe un aumento dell’orario di lavoro che, in alcun modo, è accettabile sia svolto gratis
Se questo Governo non intende correre ai ripari, non si escludono forti disagi agli scrutini del secondo quadrimestre


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