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21 giugno 2019

News

PSP sul concorso Dirigenti Scolastici 2019: «Garbuglio intricato di mancanze e palesi violazioni»


I Partigiani della Scuola Pubblica raccolgono le rimostranze dei colleghi che lamentano una serie di questioni poco chiare, in merito al concorso per ds.
Si tratta di un garbuglio intricato fatto di mancanze e di alcune violazioni, messe in luce da un migliaio di ricorrenti, ratificate dalla decisione del TAR Lazio che il 2 luglio si pronuncerà in merito.

I FATTI:
Premesso che il 18 ottobre 2018 ha avuto luogo la prova scritta del concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 novembre 2017, n. 90;
   I concorrenti hanno riscontrato diverse anomalie che si potrebbero così riassumere:
1. Non unicità della prova scritta.
2. Presenza nei quesiti della prova scritta di due “studi di casi” disattendendo l’’art.10 del Decreto 3 agosto 2017, n. 138
3. Problemi del sistema informatico.
4. Ubiquità di alcuni commissari.
5. Ambiguità nei documenti del MIUR

1. Non unicità della prova scritta.
La prova scritta, al contrario di quanto recitato dal bando, non è stata unica su tutto il territorio nazionale, con conseguente determinazione di disparità di trattamento.

Nello specifico: in data 17 ottobre 2018 l’ufficio scolastico regionale della Sardegna determinava il differimento della prova scritta per i sardi, a seguito di un’ordinanza di chiusura delle scuole disposta dal sindaco di Cagliari, sede unica della prova, a causa di condizioni meteorologiche avverse. In seguito a ciò il Miur disponeva, per i sardi e per un nutrito gruppo di candidati di tutta Italia (circa 800) in possesso di provvedimenti giurisdizionali cautelari, l’espletamento della prova in data 13 dicembre 2018, circa due mesi dopo la prova scritta della maggior parte dei candidati, in palese violazione della previsione citata di cui all’art.8 del bando che stabiliva una prova unica nazionale da svolgersi nella stessa data. Non è stato mai chiarito perché il MIUR non abbia annullato l’intera prova del 18 ottobre in tutta Italia, rinviando l’espletamento della prova scritta per tutti e perché, comunque, non abbia rinviato a una data più prossima al 18 ottobre.

Inoltre, tra le prove d’esame svolte il 18 ottobre 2018 e quelle che si sono svolte il 13 dicembre 2018 non c’è stata alcuna modifica dei quadri di riferimento e dei testi di lingua straniera utilizzati per l’esame, con evidente disparità tra i candidati che hanno sostenuto la prova prima, sia in termini di tempi di preparazione alla prova che in termini di maggiori possibilità di conoscenza dei contenuti. E’ stato violato, dunque, anche il comma 9 del citato art.8 del Bando che prevedeva testualmente: “I quadri di riferimento di cui all’art. 13, comma 1, lettera c) del decreto ministeriale, in base ai quali è costruita e valutata la prova scritta sono pubblicati sul sito internet del Ministero il giorno antecedente alla data fissata per lo svolgimento della prova scritta.”.
La prova che la disparità di trattamento abbia conferito un vantaggio ai sardi è dimostrata dalla sproporzione delle percentuali dei docenti sardi ammessi all’orale, che risultano essere il 59%, a fronte di una percentuale media nazionale degli ammessi agli orali della prova scritta del 18 ottobre ben più bassa.

2. Presenza nei quesiti della prova scritta di due “studi di casi”
L’art.10 del Decreto 3 agosto 2017, n. 138 avente ad oggetto “Regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso, ai sensi dell’articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall’articolo 1, comma 217 della legge 28 dicembre 2015, n. 208”, stabilisce che “La prova scritta consiste in cinque quesiti a risposta aperta e in due quesiti in lingua straniera di cui al comma 3. I cinque quesiti a risposta aperta vertono sulle seguenti materie: (…). L’art. 8, comma 4, del bando, in linea con il suddetto regolamento, prevede espressamente: “‹La prova scritta consiste in cinque quesiti a risposta aperta e in due quesiti in lingua straniera di cui al comma 3.2. I cinque quesiti a risposta aperta vertono sulle seguenti materie (….)”.
Due dei quesiti a risposta aperta erano invece dei veri e propri “studi casi”, ipotesi prevista solo per la prova orale, come si legge nell’art.9 dedicato alla < >, dove al comma 2, lett.a), si stabilisce che la prova orale fra l’altro consiste in una “verifica della capacità di risolvere un caso riguardante la funzione del dirigente scolastico”.

3. Problemi del sistema informatico.
Sono stati molteplici i problemi informatici e le anomalie rilevate dai candidati sia di natura pratica durante l’espletamento della prova, sia in generale rispetto al sistema utilizzato per il salvataggio delle prove, la trasmissione al sistema CINECA, la conservazione, correzione e scioglimento dell’anonimato, sistema estremamente farraginoso e con gravi difetti e lacune dei supporti informatici.
L’organizzazione della prova scritta è stato attribuita al Consorzio CINECA. Il software fornito dalla piattaforma CINECA, è lo stesso utilizzato per il concorso docenti del 2016; con decreto prot. 1243 del 13 settembre 2016, il Direttore Generale dell’USR Marche, Marco Ugo Felisetti, ha annullato la graduatoria di merito della classe di concorso A11, per gravi errori nell’associazione dei candidati ai codici generati dalla piattaforma.
Il programma informatico è risultato inadeguato, evidenziando numerose disfunzioni: funzioni base disabilitate, salvataggio non automatico, layout grafico fuorviante, schermata riepilogativa non conforme a quella del tutorial del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, barra spaziatrice difettosa, correttore automatico disabilitato, assenza di report finale le dotazioni informatiche non sarebbero state adeguate alle tipologie di quesiti in relazione al tempo necessario per risolverli a causa dell’obsolescenza e del cattivo funzionamento (caduta di connessione, tastiere malfunzionanti).
Quello che è ancora più grave, è stata la violazione dei principi di trasparenza e anonimato. Come dimostrato, infatti, da più perizie informatiche, nello svolgimento delle prove scritte concorsuali il principio di trasparenza delle procedure, anonimato, certezza dell’integrità e conservazione degli elaborati, impossibilità di manomissione e scambio degli elaborati, oltre che di possibilità di risalire all’esatta paternità delle prove, non sono stati rispettati.

4. Ubiquità di alcuni commissari.
Il sindaco di Alvignano Angelo Francesco Marcucci (che già in quanto sindaco non avrebbe potuto ricoprire il ruolo di commissario in un concorso della PA), risulta contemporaneamente in giunta comunale ad Alvignano e nel luogo di correzione degli scritti della sottocommissione 12 (una scuola di Caserta), luoghi distanti circa 40 minuti di auto (come si evince dai verbali). Marcucci non è il solo commissario col dono dell’ubiquità: come lui l’ispettore del lavoro di Napoli, Giuseppe Cantisano, immortalato con il sindaco Luigi De Magistris, mentre dai verbali della sottocommissione 6 risultava presente durante le valutazioni. Situazione analoga per Paola Quaresima, presente in contemporanea sia alle correzioni che a una riunione del Consiglio d’Istituto del liceo Cavour di Roma, e per la prof.ssa dell’Università “Aldo Moro” di Bari, Maria Angela Volpicella, presente in contemporanea all’Università a fare esami agli studenti e in commissione a correggere le prove.

5. Ambiguità nei documenti del MIUR
Per almeno 20/30 schede di valutazione è stata rilevata non corrispondenza tra la data indicata nel documento e la creazione effettiva del file. Giusto per citare un esempio: il caso di compiti corretti il 23 marzo, ma nei metafile della scheda valutazione si trova che quella scheda è stata compilata il 20 marzo.

E poi ancora:
• il MIUR non ha reso noto i criteri con cui i compiti sono stati distribuiti tra le commissioni, si parla di random ma non si sa se assoluto, regionale, provinciale d’aula.

• l’analisi dei dati trattati statisticamente mostra che il processo non è soggetto a variabilità naturale (la randomizzazione avrebbe dovuto abbattere la deviazione standard mentre questa è molto elevata) e la distribuzione dei dati mostra che sul processo sono intervenute quelle che in gergo si chiamano cause esterne o speciali;

• c’è una forte differenza di ammessi per regione e che le regioni del sud hanno percentuali molto più basse di quelle de nord e la percentuale di ammessi per aula ha anche essa una variabilità molto alta;

• Il MIUR ha negato le numerose istanze di accesso agli atti, dichiarando che i compiti saranno disponibili solo a procedura concorsuale ultimata.

I PSP intervengono sempre quando ci sono palesi ingiustizie e in questo caso, chiedono che sia fatta chiarezza


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