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4 novembre 2022

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PSYCOBLOG. Amicizie, perché durano e perché no. Consigli per recuperare un’amicizia in crisi (e quando smettere di lottare)


“L’amicizia è un’anima che vive in due corpi; un cuore che vive in due anime”, diceva Aristotele. Ma che cos’è la vera amicizia? E perché funziona? Perché ci sono persone con cui, anche se passa molto tempo senza vedersi, quando ci si ritrova è come se quel tempo non fosse mai trascorso? Cosa succede, invece, quando non riusciamo più a connetterci empaticamente con un amico senza che vi siano cause apparenti? Ne parliamo con gli esperti di Guidapsicologi.it che ci raccontano quali sono i segnali fondamentali per capire che un’amicizia è ormai arrivata al capolinea (o poco le manca) – ed è quindi meglio smettere di lottare – e ci danno alcuni preziosi consigli su come recuperare un’amicizia in crisi.

Cos’è la vera amicizia e perché funziona

Prima di tutto, è importante sapere che le amicizie spesso funzionano per tappe, non manteniamo tutti gli amici della prima infanzia in età adulta. Si produce naturalmente una selezione, determinata dal passare del tempo stesso e dalle esperienze che caratterizzano le nostre vite. Per una vita equilibrata dobbiamo avere almeno un buon amico di ogni genere, che ci possa fornire una visione delle situazioni da diversi punti di vista in ogni momento. Il potere di confidente va riservato solo a poche grandi amicizie che riescono a sopravvivere nel tempo.

L’amicizia è una connessione tra pari, che nasce da un bisogno che sorge reciprocamente. Un chiaro esempio è ciò che avviene quando siamo bambini e andiamo a scuola per la prima volta: è uguale per tutti, un ambiente nuovo e incontrollato, e siamo tutti uguali. Si inizia a relazionarsi con gli altri per ottenere sicurezza. L’amicizia funziona come un’esigenza di sicurezza sociale, siamo in una tribù e dobbiamo avere persone che la pensano allo stesso modo per poter andare avanti. Con le fasi della vita le amicizie subiscono dei cambiamenti, perché ci si inizia a vedere di meno, perché ognuno inizia a intraprendere percorsi diversi, ma ciò che è stato creato in quel tempo dura nella memoria per molti anni, così quando ci incontriamo di nuovo, magari per caso, l’intero processo mentale ci fa sentire che il tempo non è mai passato.

Perché ci sono amici con cui, anche se passiamo molto tempo senza vederci, quando ci ritroviamo è come se quel tempo non fosse mai trascorso?

Questo processo ha a che fare con il nostro lato emotivo e funzionale. Le esperienze vissute con qualcuno sono sempre associate alle emozioni condivise con gli altri e diventano più potenti con il passare del tempo. Insieme agli amici del primo lavoro, a quelli della scuola, si vivono e condividono situazioni che, in quanto novità in quel momento, acquistano un significato emotivo maggiore, e proprio per questo riescono a sopportare meglio il passare del tempo. Nel caso opposto, le amicizie emotivamente insignificanti, sono più facili da dimenticare col passare del tempo.

Perché non riusciamo più a connetterci empaticamente con un amico senza una ragione apparente?

È un processo naturale, stiamo perdendo i punti in comune che ci hanno uniti finora, stiamo maturando, stiamo imparando o abbiamo bisogno di imparare cose nuove, e certe amicizie del passato in quel momento fungono da ancora e non ci permettono di avanzare, di seguire i bisogni della nostra mente.

Le amicizie compiono un ciclo necessario nel nostro processo di socializzazione e devono essere intese in questo modo, perché così come si sono create, possono terminare senza rappresentare necessariamente gravi perdite. L’amicizia è una scelta in ogni momento per il momento che si sta vivendo, e non dobbiamo rimanere bloccati nelle amicizie, dobbiamo lasciarle evolvere ed essere aperti a conoscerne di nuove.

Quali sono i segnali che ci permettono di capire che un’amicizia è ormai finita (o poco ci manca), ed è meglio smettere di lottare

Uno dei segnali più potenti, in questi casi, è che viene meno la voglia di ascoltare e condividere. È quando l’altro cambia marciapiede quando ci vede. È come se ciò che quella persona ci ha dato stesse ormai giungendo al termine, perché nella nostra mente anticipiamo ciò che ci dirà e ciò che succederà, e non ci interessa. In un certo senso è come se le esperienze con l’altro fossero giunte a un culmine, ed è meglio lasciar perdere piuttosto che accanirsi a voler fare funzionare la relazione a tutti i costi, proprio come avviene all’interno di una coppia in una relazione sentimentale.

Altri fattori che possono possono influire in questo senso, possono essere cambiamenti lavorativi, di partner, di città, che fanno soffrire le amicizie e aumentano le distanze. Quando ciò avviene, bisogna lasciare che tale processo faccia il suo corso, e lasciare spazio, affinché nuove amicizie possano entrare. È come il meccanismo delle porte girevoli: per far sì che entri nuova linfa, bisogna fare uscire dalla vecchia. Tutto ciò non va interpretato in modo negativo, ma come un qualcosa di necessario e naturale, che fanno gli esseri umani per adattabilità sociale.

Consigli su come recuperare un’amicizia in crisi

Quando un’amicizia sta attraversando un periodo di crisi, e ce ne rendiamo conto, la cosa migliore è correre ai ripari e non ignorare ciò che sta avvenendo, ma prendersi cura della relazione. Ecco alcuni consigli per farlo:

 

  1. Pazienza. Bisogna lasciare che le cose facciano il loro corso, gli impulsi non aiutano in tempi di crisi. Lascia passare un po’ di tempo prima di affrontare questioni delicate.
  2. Aggiornamento. Dobbiamo apportare modifiche al rapporto. Ad esempio, anche se ci conosciamo dai tempi della scuola, e ora siamo genitori, il nostro modo di stare insieme ha bisogno di qualche ritocco. Non può essere come prima, perché noi non siamo come prima.
  3. Obiettivi comuni. Dobbiamo cercare nuovi stimoli in quell’amicizia, obiettivi che ci facciano continuare insieme con passione e con voglia di condividere.
  4. Regali emotivi. Sono diversi dai doni materiali, dobbiamo avere pensieri sotto forma di frasi o momenti condivisi, piccole attenzioni che fanno in modo che l’amico si riconnetta con noi.
  5. Cosa sto apportando? Dobbiamo prendere in considerazione questa opzione, perché l’amicizia non solo ci viene data: anche noi dobbiamo dare e quindi chiederci “in che modo sto contribuendo, come aiuto l’altro?”
  6. Come sarebbe la tua vita se non avessi incontrato quella persona? Questa riflessione aiuta a valorizzare ciò che abbiamo e ad aggiornare la consapevolezza rispetto alle emozioni e le esperienze condivise con l’altro. Insomma, ogni persona lascia sempre un segno nella nostra vita, e noi dobbiamo saperlo apprezzare e ricordare nei momenti difficili.

Gli esperti di Guidapsicologi.it


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