Il circolo del Pd «Primerano»
2 gennaio 2016
Il circolo del Pd «Primerano»

Società

Salvate il Pd di Lamezia


Ci mancava pure il commissario per il tesseramento al Pd di Lamezia Terme, il partito più rissoso e commissariato della storia di tutti i partiti italiani.
Che non solo ha l’ennesimo commissario ma, udite udite, annovera anche ben due sottocommissioni nei due circoli «Primerano» e «Cosentino», create in maniera scientifica da menti perverse al fine di poter contenere i rappresentanti di tutte le anime di un partito letteralmente «libanizzato», dove la componente più numerosa, numeri alla mano, potrebbe riunirsi comodamente in una Panda.
Non è un bello pettacolo: un partito politico non è una bocciofila, col dovuto rispetto per tale associazione sportiva che, tra l’altro, annovera nel Lametino esperienze titolate e strutture organizzative che il Pd locale si sogna.

Le lotte interne al Pd, che risalgono alla notte dei tempi, hanno prodotto, oltre alla sonora sconfitta delle recenti comunali, una polverizzazione del partito, praticamente assente dalla scena politica ed inesistente in Consiglio comunale, laddove l’unica parvenza di opposizione è quella dell’estrema destra.
Tra l’altro il presunto e virtuale gruppo consiliare di opposizione è praticamente privo di una guida, come denunciato recentemente da organi di stampa locali, impietosi nel condannare senza se e senza ma il candidato a sindaco Tommaso Sonni, letteralmente sparito dai radar.

E pensare che si era addirittura parlato di un gruppo unico di opposizione del centro-sinistra, che realizzasse in Consiglio quello che non era stato fatto in campagna elettorale quando solo apparentemente la coalizione era compatta, mentre invece si procedette allegramente e disinvoltamente l’un contro l’altro armati verso la più scontata e annunciata delle sconfitte.

Come alla fine dell’era Lo Moro, anche il decennio targato Speranza lascia nel centro-sinistra un cumulo di macerie. A parte le difese d’ufficio di quelli di Sel, nessuno del Pd che ci metta la faccia a difesa di ben dieci anni di amministrazione, quasi come se ci si vergognasse o si prendesse le distanze, scene già viste alla fine dell’esperienza lomorotea in un centro-sinistra «tafazziano», che rinnega ogni volta quello che fa.

Il centro-sinistra, nel quale il Pd è da sempre il partito maggiormente rappresentativo, ha amministrato, lo si voglia o no, per quasi un ventennio questa città per cui delle due l’una: o si è fatto male, ed allora ecco la vergogna, oppure si è fatto bene, ed in tal caso neanche un consesso mondiale di psichiatria potrebbe svelare l’arcano, una roba incredibile.

In entrambe le ipotesi, una classe dirigente seria dovrebbe avere almeno il pudore di farsi da parte.

Semplicemente si potrebbe pensare ai tanti egoismi e personalismi che hanno intossicato anche le menti più illuminate, che hanno anteposto e continuano ad anteporre il proprio ego smisurato al bene comune; oppure ancora all’assenza di un minimo di ricambio generazionale per cui, anche quando è emersa qualche figura nuova di giovane motivato, o è stato soppressa nella culla oppure è stata lentamente fagocitata ed arruolata alla rissa permanente che qualcuno si affanna a definire, sfidando il senso del ridicolo «fisiologica dialettica interna».

E’ triste quello che sta accadendo a questo sciagurato partito perché arreca alla politica cittadina un danno notevole, azzerando completamente la presenza di una opposizione seria e responsabile, elemento imprescindibile di una Democrazia compiuta, stimolo e pungolo verso un’Amministrazione, quella di Paolo Mascaro, che di questo passo si sta avviando verso un lungo monologo privo di contradditorio, con i danni che possiamo immaginare.
Tonino De Sensi


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