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17 maggio 2019

Storia, miti, leggende e tradizioni

San Pasquale Baylon, protettore delle donne e… inventore dello zabaione


San Pasquale Bailonne protettore delle donne, mannateme ‘nu marito rubicondo e sapurito, comme a vuje, tale e quale, gloriosissimo San Pasquale.

Oggi 17 maggio si festeggia San Pasquale Baylon, santo molto amato nel Napoletano e in tutto il Sud Italia.

Ma come nacque questo culto? Alla fine del XVII secolo i Frati Minori Alcantarini, provenienti dalla Spagna, costruirono a Portici il convento francescano del Granatello. Tra questi frati vi era anche Pasquale Baylon, un giovane di origine contadina, che si occupò prima della cucina e poi della questua, distinguendosi per cultura, bontà e spiritualità.

Dopo la sua morte fu proclamato Beato nel 1618 e poi Santo nel 1690. I Frati laici alcantarini lo scelsero come loro patrono e perciò nelle loro attività invitavano incessantemente tutti a pregare e ad invocare l’intercessione di San Pasquale.

Gli Alcantarini furono chiamati anche i monaci di San Pasquale e tutti i luoghi di culto da loro realizzati o in cui si fermavano erano denominati, al di là della loro ufficiale intitolazione, conventi di San Pasquale.

Anche il convento alcantarino al Granatello, intitolato a San Pietro d’Alcantara, importante per le sue opere d’arte e poiché nel 1769 vi fu aperta la prima scuola di Portici e perché possedeva una ricca biblioteca che era considerata la migliore della Campania, da allora fu chiamato convento di San Pasquale.

Non si sa bene per quale motivo, ma da secoli e forse ancor oggi, in questo luogo di culto si sono sempre recate le ragazze in cerca di marito. Famosa è la preghiera popolare, citata spesso anche da Matilde Serao, da recitare per nove sere di seguito per trovare l’anima gemella: San Pasquale Bailonne protettore delle donne, mannateme nu marito rubicondo e sapurito, comme a vuje, tale e quale, gloriosissimo San Pasquale.

San Pasquale è però anche il protettore dei cuochi e dei pasticceri, perché inventò lo zabaione. Secondo alcuni creò questo dolce a Torino e consigliava alle spose infelici di prepararlo e farlo mangiare ai mariti affinché riaccendesse in loro la fiamma della passione. Da qui il nome: San Baylon in torinese diventò Sanbajon e poi zabaione.

Un’altra versione, tutta meridionale e oseremmo dire più maliziosa, racconta che il Santo creò questa ricetta in Spagna e la portò in Italia, dove la consigliava alle donne ma sempre per lo stesso motivo. La ricetta e anche il culto di San Pasquale si diffuse così da Napoli a tutta l’Italia meridionale grazie al dominio spagnolo nel Regno delle Due Sicilie.
Annamaria Persico


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