santelli-113
25 giugno 2020

News Calabria

SUL SCRIVE ALLA PRESIDENTE JOLE SANTELLI


Gentile On. Presidente,
20 giorni addietro il SUL Calabria Le inviava la richiesta di concordare con i Prefetti delle province calabresi l’istituzione, anzi il reinserimento, del posto di polizia presso le unità di Pronto Soccorso.
Come è noto, e come Lei certamente saprà, perché riportato dalla stampa, si è ripresentata la pessima tradizione di aggressioni violente al personale medico e paramedico nelle unità di Pronto Soccorso in Calabria. La nostra richiesta era motivata dalle tre aggressioni fisiche avvenuta nel giro di una settimana al Pronto Soccorso dell’Ospedale Annunziata di Cosenza ed a quello dell’Ospedale di Cetraro.

Tra l’altro, abbiamo sottolineato che tali deplorevoli episodi sono resi possibili anche grazie:
1. a situazioni strutturali assolutamente inadeguate e pericolose, vedi per tutti il caso dell’Ospedale Annunziata esposto a qualsiasi introduzione. Ricordiamo che presso le unità di Pronto Soccorso ci sono macchinari da preservare ed anche medicinali non adeguatamente protetti e, pertanto passibili di ruberie;

2. in diversi Ospedali calabresi il triage non funge da barriera e smistamento, proprio a causa delle condizioni logistiche e di alcune cervellotiche decisioni amministrative e gestionali;
3. la vigilanza privata è assolutamente insufficiente e non rapportata per numero al grado di pericolo esistente (numero di aperture e loro funzionalità, blindatura dei medicinali, ecc.), ma il numero è soggetto a mere valutazioni economiche che contraggono la spesa nei servizi essenziali (vedi vigilanza) e non negli sprechi e nelle inefficienze.
Abbiamo già detto che interventi radicali hanno, oggettivamente, bisogno di tempo e di una adeguata dotazione finanziaria che, comunque, potrebbe essere resa disponibile dagli interventi europei proprio nella sanità. Per questo motivo abbiamo proposto di procedere con il massimo del risparmio e Le facciamo un esempio: se all’Ospedale di Cosenza il triage non funziona da filtro basta spostarlo in luogo più adatto e funzionale, oppure se i varchi attraverso i quali si accede e si esce dal Pronto Soccorso sono troppo numerosi per alcuni di essi la soluzione è la tamponatura con i sistemi più economici, per altri il ripristino della funzionalità delle porte con maniglione antipanico.

A questo punto la domanda è: perché non si provvede con la massima urgenza ad elevare gli standards di sicurezza dei Pronto Soccorso? O si ritiene che aver considerato il personale sanitario pubblico con la retorica espressione di eroi popolari li preservi da ogni minaccia, come fossero tutti Superman e Wonderwoman? Suvvia, ci si metta al lavoro e si impartiscano le opportune indicazioni e si mettano in campo tutti i deterrenti possibili a salvaguardia della incolumità e della tranquillità degli operatori sanitari, compreso il ripristino dei posti di polizia accanto ai Pronto Soccorso. Per quanto ci riguarda, invieremo alle Prefetture calabresi la richiesta di iniziative a beneficio della sicurezza del personale sanitario.
Cogliamo l’occasione per inviarLe i nostri saluti.

Rappresentante Sindacale Aziendale Federica Messineo
Segretario SUL per la Sicurezza Antonio Luvarà
Segretario Generale Regionale SUL/Calabria Aldo Libri


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